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Riporto come pubblicato sul sito dei Radicali Italiani:
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Elezioni: i nomi dei nove Radicali candidati nelle liste del Partito Democratico Roma, 1 marzo 2008 Dichiarazione di Rita Bernardini e Marco Cappato, Segretari nazionali rispettivamente di Radicali Italiani e dell’Associazione Luca Coscioni: A seguito dell’accordo politico-elettorale siglato nella giornata di ieri, rendiamo noto che i nove candidati radicali nelle liste del Partito Democratico, in assoluta certezza di “elezione”, sono Emma BONINO, Marco BELTRANDI, Rita BERNARDINI, Maria Antonietta FARINA COSCIONI, Matteo MECACCI, Marco PERDUCA, Donatella PORETTI, Maurizio TURCO, Elisabetta ZAMPARUTTI. |
Devo dire che sono veramente perplesso e un po' preoccupato dalla naturalezza con la quale nel comunicato si riporta la locuzione «in assoluta certezza di elezione». Chiariamo subito che la questione non riguarda solo i Radicali ma di fatto tutti i partiti, soprattutto quelli che sanno già di poter contare su un certo numero di voti, e che, in mancanza di un voto di preferenza, è chiaro come qualcuno sia già in grado evidentemente di farsi i conti in tasca e assegnare un certo numero di poltrone.
Quello tuttavia che mi dà fastidio è con quanta naturalezza e facilità si accetti il fatto che alla fin fine, indipendentemente dal risultato delle elezioni e dal voto dei cittadini, sia già possibile stabilire da parte di molti partiti chi ci dovrà "rappresentare" in Parlamento. È la legge attuale, lo so, ma dà fastidio comunque. Alla fin fine uno dei caposaldi della democrazia, ovvero la rappresentatività, è stato messo da parte senza colpo ferire, senza che nessuno se ne curi, non dico creare scandalo, ma almeno portare al dibattito.
Alla fine, chi conta davvero nei vari partiti, chi ha i migliori agganci e una maggiore influenza all'interno delle singole coalizioni, ha già la certezza matematica di essere eletto ancor prima che si aprano i seggi. In una vera democrazia, nessuno dovrebbe avere tale certezza, anche dovesse basarla sui sondaggi, perché durante la campagna elettorale dovrebbe essere solo il confronto fra i candidati e fra candidati ed elettori a contare.
Così non è in Italia, almeno per queste elezioni. Alcuni si chiedono se sia il caso di andare a votare. Io piuttosto mi chiedo: ma serve davvero il nostro voto? A volte ho l'impressione che questa classe politica ne farebbe volentieri a meno.
