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Direttore responsabile: Dr. Dario de Judicibus - ISSN 1824-8950


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martedì, 04 marzo 2008

Certezza di elezione

Riporto come pubblicato sul sito dei Radicali Italiani:

Elezioni: i nomi dei nove Radicali candidati nelle liste del Partito Democratico

Roma, 1 marzo 2008

Dichiarazione di Rita Bernardini e Marco Cappato, Segretari nazionali rispettivamente di Radicali Italiani e dell’Associazione Luca Coscioni:

A seguito dell’accordo politico-elettorale siglato nella giornata di ieri, rendiamo noto che i nove candidati radicali nelle liste del Partito Democratico, in assoluta certezza di “elezione”, sono Emma BONINO, Marco BELTRANDI, Rita BERNARDINI, Maria Antonietta FARINA COSCIONI, Matteo MECACCI, Marco PERDUCA, Donatella PORETTI, Maurizio TURCO, Elisabetta ZAMPARUTTI.

Devo dire che sono veramente perplesso e un po' preoccupato dalla naturalezza con la quale nel comunicato si riporta la locuzione «in assoluta certezza di elezione». Chiariamo subito che la questione non riguarda solo i Radicali ma di fatto tutti i partiti, soprattutto quelli che sanno già di poter contare su un certo numero di voti, e che, in mancanza di un voto di preferenza, è chiaro come qualcuno sia già in grado evidentemente di farsi i conti in tasca e assegnare un certo numero di poltrone.

Quello tuttavia che mi dà fastidio è con quanta naturalezza e facilità si accetti il fatto che alla fin fine, indipendentemente dal risultato delle elezioni e dal voto dei cittadini, sia già possibile stabilire da parte di molti partiti chi ci dovrà "rappresentare" in Parlamento. È la legge attuale, lo so, ma dà fastidio comunque. Alla fin fine uno dei caposaldi della democrazia, ovvero la rappresentatività, è stato messo da parte senza colpo ferire, senza che nessuno se ne curi, non dico creare scandalo, ma almeno portare al dibattito.

Alla fine, chi conta davvero nei vari partiti, chi ha i migliori agganci e una maggiore influenza all'interno delle singole coalizioni, ha già la certezza matematica di essere eletto ancor prima che si aprano i seggi. In una vera democrazia, nessuno dovrebbe avere tale certezza, anche dovesse basarla sui sondaggi, perché durante la campagna elettorale dovrebbe essere solo il confronto fra i candidati e fra candidati ed elettori a contare.

Così non è in Italia, almeno per queste elezioni. Alcuni si chiedono se sia il caso di andare a votare. Io piuttosto mi chiedo: ma serve davvero il nostro voto? A volte ho l'impressione che questa classe politica ne farebbe volentieri a meno.

Pubblicato da: dejudicibus alle 14:20

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Rubriche: politica, elezioni, ita , democrazia


Commenti
#1   04 Marzo 2008 - 17:01
 
il fatto che chi ha decidere i posti sia il partito piuttosto che il popolo è una conseguenza della legge elettorale che è stata definita una porcata da qualcuno
utente anonimo

#2   04 Marzo 2008 - 23:21
 
Resta il fatto che tutti si son guardati bene dal criticarla quando faceva comodo, e che viene tuttora sfruttata senza ritegno. Tutto ciò ha un nome: ipocrisia.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente dejudicibus

#3   08 Marzo 2008 - 03:55
 
Caro Dejudicibus, un critico cinematografico una volta disse che la funzione naturale di un film è quella di provocare la sensazione del "pugno nello stomaco", cioè di presentare la realtà dei fatti con schiettezza e magari pure con brutalitàì. I radicali con quel comunicato hanno fatto la stessa identica cosa, noi dobbiamo prenderci il pugno nello stomaco e dobbiamo prendere atto che questa non è una democrazia ma un'oligarchia e che il parlamento non viene eletto ma nominato. Non dico "più" perchè una volta, quando c'erano le preferenze e la facevano da padroni l'ottuso idelogismo e la compra dei voti in cambio di soldi e favori era lo stesso e si lasciava solo l'illusione all'elettore di avere voce in capitolo, quando invece per ogni voto di cittadino libero e onesto ce n'erano almeno 6 di sudditi o profittatori indegni. Pannella e i radicali questo lo dicono da secoli ormai, ora tocca ai cittadini svegliarsi e se lo fanno attraverso un comunicato dei radicali non può fare altro che piacere. W il maggioritario all'inglese, l'unico sistema che rende liberi e cittadini!
utente anonimo

#4   11 Aprile 2008 - 15:57
 
beh, ricordo quando parecchi anni fa, prima ancora di questa legge elettorale, abolirono le preferenze, perché "servivano per tracciare i votanti e favorire il voto di scambio..."

A mio parere, quale che sia il sistema di voto, non si può prescindere dalle preferenze e dal vincolo di mandato...
utente anonimo

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