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Alla fine ho deciso. Voterò solo per le amministrative, dove peraltro potrò effettuare una scelta ragionata e specificare una preferenza. Per quanto riguarda le elezioni di Camera e Senato, ho deciso di dare un "non voto" per i seguenti motivi:
Non votare e basta, tuttavia, non mi sembra l'approccio migliore, dato che ritengo il voto un diritto ma anche un dovere di tutti i cittadini. D'altra parte, onestamente, non ritengo giusto essere costretto a dare il voto a un partito nel quale non mi riconosco, qualsiasi esso sia. Quindi, dato che il voto è un'indicazione precisa da parte del Popolo alle Istituzioni, ho deciso di far verbalizzare il mio "non voto" affinché questa decisione sia un segnale preciso per chi comunque andrà al Governo, avrà la maggioranza in Parlamento e — perché no — anche per chi andrà all'opposizione.
Di conseguenza farò quanto segue:
A chi interessasse fare altrettanto, una copia generica della stessa dichiarazione, senza ovviamente data e nome, può essere scaricata da qui.
Vorrei chiarire due punti, per concludere.
Non so quanti se ne stiano rendendo conto, ma questo Paese sta andando allo sfascio, e non certo per colpa di questo o di quel Governo: è l'intero sistema che è marcio. La condanna dell'Unione Europea per la mancata conformità delle norme italiane in materia di gestione dei rifiuti, il rapporto OCSE che posiziona l'Italia come fanalino di coda tra i Paesi industrializzati per la produttività, la vicenda Alitalia, l'articolo del New York Times sul "Bel Paese", sono solo alcuni dei tanti, troppi segnali, di come questo Paese sia letteralmente in agonia, nonostante le dichiarazioni di ottimismo e fiducia che più volte ha espresso il Presidente della Repubblica. Non credo che questo Paese abbia un futuro. Non ci vorrà molto perché anche i più ottimisti se ne convincano. Basterà un altro Governo, forse meno.
