L'Indipendente

Tutto quello che gli altri non vi dicono

Direttore responsabile: Dr. Dario de Judicibus - ISSN 1824-8950


3d internet
3g
aborto
abusi
acqua
afghanistan
africa
alitalia
ambiente
amebe
america
americano
analisi
animali
annuncio
antropologia
ara
archeologia
arte
asteroidi
astronomia
auguri
automobile
avis
banche
bibbia
bioetica
biologia
blog
blogfest 2008
boicottaggio
borsa
browser
burocrazia
business
calcio
cassazione
catastrofi naturali
censura
centralismo
centrodestra
centrosinistra
chiesa
cibo
cina
cinema
citta
classifiche
clima
commercio
comuni
comunicazioni
comunita
concorrenza
conflitto
cosmologia
costume
crm
cronaca
cuba
cultura
danimarca
data
database
definizioni
democrazia
deu
devolution
dialoghi
dibattiti
dio
diritti
diritto
disabili
discriminazione
discussioni
disney
distribuzione
divieti
doriana pannuti
droga
ecologia
economia
editoria
educazione
elezioni
emancipazione
emigrazione
energia
eng
esp
estetica
estremismo
europa
eutanasia
eventi
facebook
falsi abusi
famiglia
fantascienza
fantasy
farmaceutica
federalismo
femminismo
ferrovie
filosofia
finanza
fisco
fisica
flash
fnestola
forze armate
fotografia
fra
freeware
fumetti
garau
gay e lesbo
genetica
giochi
giochi olimpici
giorgio ceccarelli
giornalismo
giustizia
google
gordiano lupi
governo
guerra
guerriglia
help desk
humor
ibl
immigrazione
impresa
inchieste
industria
informatica
informazione
inglese
innovation
innovazione
internet
intervista
iphone
ipotesi
iran
iraq
islamismo
israele
istituzioni
istruzione
ita
italia
italiano
jole rotello
jpn
lavoro
legge
liberalismo
liberalizzazioni
liberta
libri
linguistica
londra 2012
made in china
masalluzzo
matematica
me
media
mediazione
medicina
medio oriente
mercato
metodo
metro
microsoft
minori
moda
mondo
morte
morti bianche
msaiu
musica
musical
narrativa
natura
nobel
nucleare
office 2007
ogm
olimpiadi
open source
opinioni
organizzazione
orientalismo
pace
palestina
parita
pdf
pechino 2008
pedofilia
pensieri
petizione
poesie
politica
por
poste
preistoria
prevenzione
privilegi
proposte
prostituzione
protesta
provocazioni
psicologia
pubblica amministrazione
pubblicita
ragazzi
rapimenti
rating
recensioni
regno unito
religione
resistenza
ricerca
roma
rpoletti
rus
sanita
satira
scienza
scioperi
scoperte
scuola
second life
sentimenti
separazioni
servizi
sessismo
sesso
sicurezza
simboli
sindacati
six-degrees-of-separation
social networking
societa
solidarieta
sostenibilita
sottrazioni internazionali
spazio
spettacolo
splinder
sport
stampa
statistica
stato
storia
strategie
stupefacenti
sturiale
tagging
tassinari
teatro
tecnologia
telecom
telefonia
televisione
tempo libero
terremoto
terrorismo
tifo
traffico
trasporti
trucchi
trusting
umorismo
unioni
universita
urbanistica
usa
viaggi
video
vignette
violenza
vita
volontariato
web
web 20
wii
wikipedia
windows vista
windows xp
youtube
zho
oggi
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004

 

SEZIONI

Clicca qui sotto per vedere
il mio mediablog.
Aggiungi a Google
Add to Technorati Favorites
Subscribe to Bloglines
Scrivimi via posta elettronica Lasciami un messaggio su Splinder
Aggiungi un collegamento a questo blog sul tuo blog RSS 2.0 feeds
Iscriviti a «L'Indipendente» Atom 0.3 feeds
View Dario de Judicibus's profile on LinkedIn
View Dario de Judicibus's profile on Facebook
View Dario de Judicibus's fan page on Facebook

Clicca qui sotto per vedere
altri antipixel.

Clicca qui per vedere gli antipixel

Translation
Translation to English by Google

Be aware that automatic translation is usually poorer than human one.

Libri
La Lama Nera
Scacco matto all'assassino Fino alla fine dell'eternità
Le 10 Regole dei Buoni Genitori Le 10 Regole per Viver Sereni
Imparare XML in 6 ore TCP/IP in Pillole
Visitatori

*loading* visite
dal 30 ottobre 2004

Antipixel
L'Indipendente: quello che gli altri non vi dicono

Se lo desideri, puoi mettere l'antipixel de «L'Indipendente» sul tuo blog, prelevando il codice qui sotto:

La Tastiera Estesa Italiana per Windows XP

Valid XHTML Valid CSS

Pagine 

venerdì, 30 maggio 2008

Fatti: l'energia nucleare in Europa

In Europa ci sono attualmente 197 centrali nucleari che producono circa il 35% dell'energia elettrica complessiva utilizzata, ovvero quasi 170 gigawatt. Altre 13 sono in costruzione con un apporto previsto di circa 12 gigawatt. In Francia quasi l'80% dell'energia elettrica è prodotta da centrali nucleari; segue la Lituania con il 70%, il Belgio e la Slovacchia con il 56%, la Svezia con il 46%.



Mappa delle centrali nucleari in Europa (ogni simbolo può corrispondere a più di un reattore).
In verde i Paesi senza alcuna centrale in produzione. In rosa quelli con almeno una centrale in produzione.

Pubblicato da: dejudicibus alle 15:54

commenti (13) | Vota l'articolo su Wikio AddThis Social Bookmark Button
Rubriche: tecnologia, europa, energia, ita , nucleare, inchieste


Commenti
#1   02 Giugno 2008 - 19:22
 
Ti passo qualche altro fatto in tema di energia da fissione nucleare.

Un primo link ad un documento di ASPO-Italia
http://www.aspoitalia.net/index.php?option=com_content&task=view&id=210&Itemid=38

Un secondo link ad un documento che analizza in dettaglio la situazione
http://www.lbst.de/publications/studies__e.html
e scarica lo studio "Uranium Resources and Nuclear Energy"

Sono parecchi semplici ed esplicativi i grafic iche mostrano quanto uranio viene estratto ogni anno rispetto a quanto ne consumano le centrali attualmente in funzione (l'estratto copre poco più della metà del consumo, il resto viene da depositi precedenti ed armi smantellate).

AnsFans
utente anonimo

#2   02 Giugno 2008 - 23:28
 
Grazie per la segnalazione. Dai dati da voi raccolti risulta evidente come la soluzione alla crisi energetica non vada trovata tanto in una tecnologia panacea quanto nel saper bilanciare una produzione differenziata e quindi basata su tutte le fonti "pulite", nucleare compreso, con un utilizzo più intelligente della stessa, basato sulla rigenerazione, sulla coibentazione delle case, sul riutilizzo delle fonti e delle materie combustibili.

In pratica serve una cultura del risparmio energetico affiancata da una flessibilità tecnologica elevata nell'integrare varie fonti energetiche. E magari anche un po' meno demagogia e più competenza.
utente anonimo

#3   05 Giugno 2008 - 10:55
 
La mappa delle centrali nucleari che pubblicate non tiene assolutamente conto di quelle in fase di smantellamento, che sono un numero considerevole in tutta Europa. Inoltre non si fà riferimento al fatto che la Germania ha annunciato l'abbandono progressivo delle centrali nucleari. Il quadro che proponete sul nucleare è falsato.
utente anonimo

#4   05 Giugno 2008 - 23:35
 
Per anonimo #3: la mappa mostra solo le centrali attualmente in funzione, non quelle smantellate o in fase di smantellamento. Il quadro è quindi corretto. La mappa ha comunque il solo scopo di illustrare una fotografia dell'attuale, non di dimostrare una o l'altra tesi.

Ad ogni modo la Germania fa tuttora uso di energia prodotta da centrali nucleari e l'abbandono annunciato nel 2000 riguarda principalmente la costruzione di nuove. La strategia tedesca infatti si basa sul differenziamento delle fonti energetiche. Nel frattempo è stata aumentata l'efficienza di alcune delle vecchie centrali di un adecina di punti percentuali. Grazie alle nuove tecnologie, infatti, molte nazioni che hanno già centrali nucleari non necessitano di nuove perché si è riusciti ad allungare la vita media delle centrali di circa 20 anni e ad aumentarne l'efficienza fino a 20% in più.

C'è da tener presente che in campo energetico non tutte le scelte hanno carattere "politico". Alcune si basano sulla disponibilità di alternative, alternative che non sono le stesse per ogni Paese perché dipendono da fattori ambientali, dalla disponibilità di risorse, da accordi internazionali.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente dejudicibus

#5   08 Giugno 2008 - 00:13
 
Il punto è che non esiste un nucleare sicuro. E non lo dico io, lo dice Rubbia, premio Nobel per la fisica.
Il sole, ragazzi, la soluzione è il sole!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente WalkieTalkie

#6   08 Giugno 2008 - 14:14
 
Rubbia è un grande scienziato, ma non è un ingegnere nucleare. Non fate l'errore di applicare alla Scienza gli stessi criteri che si applicano nella Politica, ovvero che la reputazione basti a far accettare una tesi. In ambito scientifico le affermazioni vanno dimostrate e questo vale per tutti, dagli Einstein agli studenti del primo anno di Fisica. Quanto affermato da Rubbia è in parte vero, in parte discutibile.

In quanto al sole, si tratta di una fonte sicuramente interessante ma richiede ampie superfici. Non stiamo parlando qui dell'energia elettrica per uso domestico, che rappresenta solo una piccola parte di quella utilizzata da un Paese come l'Italia, ma quella per uso industriale. Ne serve un'enorme quantità, oggigiorno. Negli USA si sfruttano i grandi deserti del Sudovest, ma noi non abbiamo superfici di quelle dimensioni. La maggior parte del nostro territorio è collinare o montuoso e la pianura è per lo più coltivata. Inoltre bisogna considerare che l'utilizzo di ampie superfici ha un impatto ambientale e climatico non indifferente perché si altera sensibilmente il coefficiente di rifrazione del terreno e questo ha un effetto negativo sul microclima. L'unica alternativa sarebbe utilizzare i deserti nordafricani, ma questo, oltre a far levitare i costi che sono in gran parte di trasferimento dell'energia più che di produzione in tal caso, aumenterebbe la nostra dipendenza energetica dall'estero. L'Italia deve acquisire comunque una propria indipendenza energetica. Il problema quindi non è così semplice da ridurlo a «nucleare sì, nucleare no».
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente dejudicibus

#7   08 Giugno 2008 - 16:12
 
Dario, sono pronto a credere che Rubbia ne sappia molto più di qualsiasi ingegnere nucleare. Non è solo la reputazione di Rubbia a farmi accettare la tesi ma anche le sue conoscenze. Non so tu, ma se un premio Nobel per la fisica, nonché professore di fisica ad Harvard, nonché capo di una task-force che lavora nel più grande laboratorio del mondo, presso l'Organizzazione europea per la ricerca nucleare, mi parla di fisica e di energie rinnovabili, io, con tutto il rispetto per l'ing. nucleare Pinco Pallino, gli credo. Lo sai quanto serve per creare energia elettrica sufficiente a tutto il pianeta? quarantamila chilometri quadrati di specchi, ovvero lo 0,1% delle zone desertiche del sun-belt (la zona Sud degli USA). Lo sai quanti specchi servono per creare energia per l'intero nostro Paese? un anello grande quanto il GRA. Quando Rubbia dice che non esiste un nucleare sicuro lo fa con dati alla mano: in media ogni 100 anni un incidente nucleare è possibile. Fai un calcolo per il numero di centrali presenti in Europa e vedrai che la probabilità diventa altissima. L'ultimo reattore costruito negli USA è di 30 anni fa! (1979). E in Francia il nucleare produce solo il 20% dell'energia, con costi altissimi e tempi di costruzione delle centrali lunghissimi (8-10 anni).
E rimane il problema delle scorie (in un paese come il nostro in cui non riusciamo a smaltire neanche i semplici sacchetti).
Gli spagnoli si sono già messi all'opera e costruiranno una centrale termo-solare da due miliardi di watt in Marocco. Mediatate gente, meditate :-)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente WalkieTalkie

#8   08 Giugno 2008 - 20:20
 
WalkieTalkie, non entro in merito della questione "Rubbia". Come ex-fisico (ho lavorato al CERN tra l'altro proprio nel periodo in cui il team di Rubbia fece la scoperta che gli valse il Nobel) sono abituato a valutare le affermazioni e non chi le fa. Rubbia sarà anche un genio, ma non è omniscente. Nessuno lo è.

Il semplice fatto che Rubbia, tuttavia, affermi che «non esiste un nucleare sicuro» mi lascia perplesso. Non perché non sia vero, ma perché qualsiasi fisico o ingegnere sa che nessuna tecnologia è sicura. Ogni anno muoiono oltre 6.000 motociclisti in Italia, ma se contiamo anche chi sopravvive con lesioni permanenti gravi, possiamo tranquillamente dire che ogni anno in Italia sparisce una cittadina delle dimensioni di Frascati (circa 20.000 abitanti). Eppure non per questo abbiamo messo al bando le moto.

L'energia nucleare si è dimostrata finora una delle fonti energetiche più sicure. Se escludiamo Cernobyl, i cui tanti morti furono da imputarsi a ben altri fattori che a quelli tecnologici, le persone decedute direttamente o indirettamente a causa di incidenti in centrali nucleari è inferiore a quello di moltissime altre tecnologie che usiamo quotidianamente.

Tieni presente che le radiazioni in sé non sono pericolose. Noi siamo immersi in un mare di radiazioni, in gran parte di origine naturale, senza le quali probabilmente, secondo gli ultimi studi, non esisterebbe neppure la vita.

La radiazione non è come il calore, ovvero non conta solo la quantità, ma la tipologia di radiazione. Ad esempio, i neutroni "veloci", cioé più energetici, sono meno pericolosi di quelli "lenti" ovvero meno energetici. Quando ero al CERN fui colpito in pieno da un fascio di neutroni ad alta energia a causa di un guasto in un magnete, eppure sono ancora vivo e ho generato una bellissima bambina. Probabilmente assorbo più radiazioni dannose io che mi faccio un paio di voli in aereo a settimana che un ingegnere che lavora in una centrale nucleare.

Certo, l'energia solare è sicuramente una fonte energetica interessante, ma sui numeri che mi hai dato vorrei documentarmi, perché almeno uno so per certo essere errato, ovvero quello relativo alla Francia (la quantità di energia elettrica generata da centrali nucleari in Francia è l'80% non il 20%). So che sei in buona fede, quindi non offenderti, ma fa parte della mia forma mentis verificare sempre personalmente i dati, se posso, magari da più fonti.

PS La Spagna sta sviluppando una centrale solare in Marocco, ma ha 8 centrali nucleari, quindi non si crea una dipendenza energetica con l'estero significativa. Noi dipendiamo già per quasi l'80% dall'estero per quello che riguarda l'energia, per cui è fondamentale ribilanciare.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente dejudicibus

#9   09 Giugno 2008 - 00:54
 
Dario, è fuor di dubbio che Rubbia abbia, di suo, una grande credibilità, ma ha fatto certe affermazioni alla luce di dati concreti. Ha rilasciato un'intervista che puoi reperire ovunque sulla rete. Non ho mai detto che Rubbia è onniscente, ma siccome (al contrario di molti altri, vedi un certo nano che ci fa da capo del governo e che afferma che le centrali nucleari lavorano per "scomposizione di cellule") quando parla di nucleare ne parla con grandissima cognizione di causa e in maniera attendibile, io gli credo. Non c'è nessun atto di fede ma non penserai che costruisca un acceleratore di particelle e mi metta a verificare quanto dice?
In Italia c'è un'opera lenta e progressiva di modificazione delle parole, al fine di piegarle al volere politico. E così l'"inceneritore" diventa un "termovalorizzatore" (vedi come si colora e quasi profuma? si possono sentire gli uccellini...) e una forma di nucleare innovativo diventa "nucleare pulito". Si ha persino il coraggio di parlare della fonte energetica più inquinante e più pericolosa per la salute dell'uomo come di "carbone pulito".
Degli scondiserati parlano addirittura di "nucleare verde"!. James Rifkin afferma che "perché il passaggio al nucleare abbia un impatto sull'ambiente bisognerebbe costruire 3 centrali ogni 30 giorni per i prossimi 60 anni. Così facendo fornirebbe il 20% di energia totale".
Poi, non puoi dire: il nucleare è sicuro, se escludiamo Cernobyl. Che ragionamento è? Dici che il nucleare è sicuro per mascherare il fatto che è pericoloso?
Stai attento a non trasmettere falsi messaggi, anche involontariamente. Il pericolo esiste eccome, i rischi sono altissimi.
Il nucleare è pericolosissimo e Cernobyl lo dimostra. Se aggiungi l'ingrediente della malainformazione, la frittata è fatta. Nell'aprile 1986, quando Cernobyl bruciava, i francesi erano all'oscuro, gli si disse che la nube radioattiva si era fermata alla frontiera. E non si tratta solo di Cernobyl; gli incidenti in Francia dal 1968 ad oggi sono stati numerosissimi.
Che io sappia, in Francia il nucleare incide per il 20%-30% sul totale dell'energia generata e non per l'80%, ma ti sarei grato se mi dessi dei riferimenti, se ne hai. L'energia nucleare non è mai stata in una percentuale così alta (nel mondo esistono, ad oggi, 439 centrali nucleari e producono il 5% dell'energia elettrica totale).
La Germania - altro paese in cui gli incidenti nucleari sono stati numerosi - ha annunciato la sua uscita dal nucleare nel 1998 e nel 2000 il governo tedesco ha raggiunto l'accordo con le compagnie elettriche per lo smantellamento delle centrali: l'ultima verrà chiusa nel 2020. Tutto questo per gli altissimi rischi. In Francia, dove sta montando la mobilitazione per l'uscita dal nucleare, il 40% dell'acqua potabile serve a raffreddare i reattori. Cinque anni fa, molti anziani morirono per il caldo; non si è detto che scarseggiò l'acqua per raffreddare gli impianti, si ridusse l'energia elettrica e molti impianti di aria condizionata non poterono funzionare a dovere. Questo non sta bene dirlo...
Tieni presente che se in Italia volessimo produrre il 30% dell'energia elettrica con il nucleare (esattamente come in Spagna, Germania e Inghilterra) ci vorrebbero circa 20 centrali. Una per regione (!). Non dimentichiamoci le particolarità di questo paese: viviamo in una nazione che non riesce a smaltire la carta oleata del prosciutto, figuriamoci le scorie radioattive!. Se la mafia cominciasse a giocare con questi rifiuti, come gioca con quelli attuali, sarebbe davvero l'inizio della fine. E poi, perché si parla tanto di sicuro ritorno al nucleare quando c'è stato un referendum abrogativo vent'anni fa?
La cosa più corretta da fare, nel caso, sarebbe sottoporre il tema al suffragio di tutti i cittadini.
Mi farebbe paura questa scelta, visto che gli italiani hanno votato Berlusconi per la quarta volta.
Se i politici e le persone fossero rispettosi, onesti e informati, vivremmo in un mondo migliore.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente WalkieTalkie

#10   09 Giugno 2008 - 09:39
 
Un commento piuttosto lungo, con molte affermazioni e dati. Non sarebbe corretto se rispondessi al volo. Dammi un po' di tempo per analizzare quello che hai detto e fare un po' di ricerche. Ci sono alcune tue affermazioni e dati che mi lasciano perplesso. Non vorrei fossero riferiti ai bilanci energetici complessivi rispetto a quelli relativi alla sola energia elettrica. Io avevo altri valori. Comunque voglio prima verificarli. Ti prego di avere pazienza. È un periodo in cui ho moltissimi impegni. Man mano che trovo dati attendibili li riporterò qui. Grazie comunque per il commento.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente dejudicibus

#11   09 Giugno 2008 - 10:05
 
Post scriptum: per quanto riguarda Cernobyl ho studiato il caso attentamente qualche anno fa. Ti assicuro che non dimostra assolutamente la pericolosità dell'energia nucleare ma semmai la pericolosità che tecnologie delicate vengano gestite da sistemi assolutamente irresponsabili. Se non fosse stato per quella gestione, i morti sarebbero stati MOLTI di meno, di qualche ordine di grandezza. Sono stati dei criminali. Non hanno neppure avvertito la popolazione locale che ha continuato tranquillamente a portare i bambini al parco. Potremmo discuterne per ore, ma ti assicuro che Cernobyl dimostra ben altre cose e dà ben altre lezioni. Sono quelle che si dovrebbero imparare. Tra parentesi, immagino tu sappia che Cernobyl ha continuato a funzionare fino al 2000. In sistemi sociali del genere, tornando all'incidente, non sono potenziali bombe a tempo solo le centrali nucleari, ma le fabbriche chimiche, le raffinerie, i sistemi di smaltimento di rifiuti tossici, persino gli aerei (ricordi i Tupolev?). Il vero problema non è mai la tecnologia ma la maturità e la responsabilità delle persone.

Tu parli di termovalorizzatori. Io ho una centrale di smaltimento rifiuti a due passi da casa che fornisce acqua calda a tutto il quartiere tramite una rete di teleriscaldamento con cogenerazione di energia elettrica. Non ho mai sentito puzza o avuto problemi di alcun genere. Semmai ne ho avuto un vantaggio economico a livello di bilancio energetico familiare. Anche qui, dipende da come si fanno le cose. Un termovalorizzatore fatto e gestito con criterio è una ricchezza per il territorio. Una discarica, costruita con criterio, non è pericolosa né puzza.

Personalmente trovo ipocrita che si scenda in piazza contro le discariche nel napoletano. Dove pensa quella gente che l'immondizia che producono dovrebbe andare? In Africa? Troppo comodo vivere in un sistema consumistico dove si butta di tutto e si produce meno del 25% di differenziata per pigrizia e ignavia, e poi lamentarsi che si fanno le discariche. Dove erano quelle persone quando la Camorra ha creato decine di discariche illegali piene di rifiuti tossici? Perché non sono scese in piazza allora a protestare? E quando quella poca raccolta differenziata che si fa nel Meridione veniva trattata poi come rifiuti indifferenziati? Lo sapevano tutti.

Io sono di origine pugliese, ho vissuto un po' in tutta Italia ed abito a Roma. Sono anni che faccio raccolta differenziata: arrivo a pulire le lattine dai residui biologici prima di gettarle nel contenitore. E non solo plastica, carta, vetro, ma anche pile e stracci. Certo, è un impegno star lì a infilare la roba un pezzo alla volta nei vari cassonetti, ma basta solo organizzarsi. A casa ho diversi contenitori e ogni cosa si butta in quello giusto. Poi giù ognuno nel suo cassonetto.

Coibentare la casa, evitare gli sprechi, fare raccolta differenziata: questo è impegno sociale. Non farsi i propri comodi e poi scendere in strada a lagnarsi quando qualcuno solleva il tappeto e scopre lo sporco che si è accumulato sotto. Troppa ipocrisia e malafede.

Hai notato come nessuno abbia ancora pagato per quello che è successo nel napoletano a livello politico? Un giorno o l'altro ne parlerò sul blog. Si è formato un Asse, un Patto di Ferro tra maggioranza e opposizione, un Accordi di Alternanza, per cui son tutte rose e fiori. Io copro te e tu aiuti me. Io ti vengo incontro e tu mi lasci in pace. Mai visto tanto miele in parlamento. Anche così muore una democrazia.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente dejudicibus

#12   16 Giugno 2008 - 19:30
 
Scusa il ritardo nel rispondere, ma sono stato molto occupato in questo periodo. Inizio con una delle tue affermazioni. Spero nei prossimi giorni di poter rispondere anche alle altre. Abbi pazienza. Grazie.

Dunque, tu hai detto: «Che io sappia, in Francia il nucleare incide per il 20%-30% sul totale dell'energia generata e non per l'80%, ma ti sarei grato se mi dessi dei riferimenti, se ne hai.»

Questi sono i dati relativi alla produzione di energia elettrica prodotta in Francia dal 1984 al 2004, così come forniti dall'EIA International Energy Annual.






Questi sono invece i dati relativi alla produzione di energia elettrica prodotta in Italia nello stesso periodo (stessa fonte).



Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente dejudicibus

#13   17 Giugno 2008 - 15:32
 
Sempre a WalkieTalkie. Tu affermi che «In Francia ... il 40% dell'acqua potabile serve a raffreddare i reattori.».

Cito da Wikipedia (a sua volta basata su fonti attendibili): «The majority of nuclear plants in France are located away from the shore and get cooling water from rivers. ... 4 plants, equaling 14 reactors are located on the coast: Gravelines Nuclear Power Plant, Penly Nuclear Power Plant, Paluel Nuclear Power Plant, Flamanville Nuclear Power Plant. These 4 get their cooling water directly from the ocean...»

Non vedo quindi perché parli di acqua potabile. 14 reattori sono raffreddati con acqua di mare, gli altri dai fiumi. Tieni conto che l'acqua dei fiumi è tutt'altro che potabile in Francia come da noi. E in ogni caso l'acqua, una volta raffreddata entro i limiti previsti dalla legge, viene reimmessa sia nel mare che nei fiumi. Ovviamente l'acqua NON è radioattiva, anche perché lo scambio di calore avviene su un circuito chiuso, ovvero non c'è interscambio di liquido raffreddante fra i due sistemi.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente dejudicibus

Commenti
Pagine 

Licenza Creative Commons
Questa opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons.

Nel rispetto delle apposite norme di legge si dichiara che questo sito non ha alcun scopo di lucro, non ha una periodicità prestabilita e non viene aggiornato secondo alcuna scadenza prefissata. Pertanto non può essere considerato un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.