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Si parla molto d'aborto in questi giorni e ognuno si affanna da una parte a portare argomentazioni a supporto della propria posizione, qualunque essa sia, dall'altra ad attaccare quelle degli avversari spesso arrivando anche ad usare parole molto dure, ovvero a criminalizzare l'opinione altrui.
Ci sono sostanzialmente due posizioni: una che vede l'aborto come un diritto della donna alla quale e solo alla quale spetta decidere, l'altra che vede il diritto alla vita del nascituro una prerogativa assoluta e inviolabile. Pochi, ma molto pochi, sia uomini che donne, timidamente fanno notare che in questo scenario esiste un terzo attore, per lo più ignorato, che è il futuro padre, che sembra non avere diritto alcuno nella questione.
Ma come stanno effettivamente le cose? Chi ha ragione e chi torto?