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Stasera accendo la televisione ed ecco che compare uno schermo nero, e una voce fuori campo annuncia:
C'è solo un costruttore di auto che ha 8 modelli al top degli standard di sicurezza...
«Ah sì?» faccio io.
Poi compare lo stemma della Mercedes...
«Ah... mah»
Poi quello della BMW
«Eh? Un attimo, ma...»
Quindi quello dell'Audi...
«Ehi! Ma che succede? Di chi è questa pubblicità?»
Intanto scorrono sullo schermo altri loghi, mentre la solita voce fuori campo commenta:
Però non è questo, e nemmeno questo... No, no, no
Continuo a guardare... alla fine... eccolo! Indovinate chi?
RENAULT!
Beh, devo dire di essere rimasto piacevolmente scioccato. Erano anni che aspettavo che anche in Italia si iniziasse a fare della pubblicità comparativa veramente seria, tanto che cominciavo a disperare, ed ora... Che dire?
Grazie, Renault!
Diversi anni fa mi recai presso alcuni stabilimenti Fiat e Iveco, a Torino, per ragioni di lavoro. All'epoca avevo una Ford Escort 1600. La maggior parte degli stabilimenti del gruppo ha un ampio parcheggio interno, anche perché all'esterno non è sempre facile trovare un posto libero. Naturalmente questi parcheggi, oltre che essere utilizzati dai dipendenti, hanno anche un'ampia sezione a disposizione dei visitatori. Quando tuttavia cercai di accedervi, venni fermato. Il motivo? Non avevo un'automobile del gruppo Fiat. Al parcheggio interno, non solo quello dipendenti, ma anche a quello visitatori, si poteva accedere solo se si aveva un'autovettura marcata Fiat, Alfa Romeo, Lancia o comunque del Gruppo Fiat. Tutti gli altri dovevano arrangiarsi.
Rimasi piuttosto stupito della cosa. Era la prima volta che mi capitava di ritrovarmi in un'azienda nella quale veniva discriminato chi non aveva acquistato prodotti della stessa società. Non mi risulta infatti che i dipendenti di una qualunque ditta di abbigliamento siano obbligati a indossare sul lavoro solo ed esclusivamente abiti di quella ditta, che quelli di un'azienda che fabbrica PC possano utilizzare solo computer di quella specifica marca, o peggio ancora, che chi lavora presso un'azienda che produce pasta possa mangiare solo la marca prodotta dalla sua stessa azienda. Giustamente le varie imprese non entrano in merito di quelli che sono i gusti o le esigenze dei propri dipendenti. Ovviamente molte aziende favoriscono i dipendenti attraverso sconti o altre facilitazioni sui propri prodotti, ma che io sappia non mi risulta che si forzi esplicitamente o, come nel caso in oggetto, indirettamente, un dipendente a comprare solo prodotti della propria azienda. Sarebbe eticamente scorretto e forse, ma su questo non ci giurerei, anche discutibile sul piano del diritto.
Un'azienda che ha prodotti di buona qualità e che ha un'immagine forte sul mercato, a mio avviso, non si dovrebbe abbassare a quelle che non saprei definire in altro modo che pure meschinità. Anzi, un atteggiamento del genere è, a mia avviso, sicuramente controproducente.
Nel caso specifico, quello che ho trovato soprattutto vergognoso è stato che una tale politica venisse applicata anche a visitatori esterni. Mi domando come si comporterebbero le guardie se, all'ingresso di uno stabilimento Fiat, si presentasse il presidente di un'azienda alleata in BMW o Mercedes. Lo farebbero parcheggiare all'esterno?
Il Maggiolino e la Cinquecento: due miti dell'automobile. Sebbene molto diverse nella forma e nelle caratteristiche, queste due macchine erano accumunate da una peculiarità: avevano una personalità. Entrambe erano caratterizzate da una forma assolutamente originale, entrambe erano state pensate per avere la più estesa diffusione possibile, erano auto veramente popolari e la gente ricambiò immediatamente questa visione decretandone il successo.
Vecchio Maggiolino |
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