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Roma, 26 Marzo 2009
Con 141 sì, 111 no e 4 astensioni il Senato ha approvato l'articolo 4 del testamento biologico che riguarda la forma e la durata della dichiarazione anticipata di trattamento. È passata così una modifica sostanziale che cancella, di fatto, la vincolatività delle dichiarazioni anticipate di trattamento (DAT) per i medici.
All'inizio del 2008 il Direttore dell'Istituto Cellule Staminali del San Raffaele di Milano, Giulio Cossu, fu contattato per far parte della commissione che doveva redigere il testo del bando sul finanziamento alla ricerca sulle cellule staminali. Erano previsti otto milioni di euro. Accettò, a condizione che non ci fossero esclusioni a priori e discriminazioni. Così non fu. Quando il bando è uscito, la sorpresa: di cellule staminali embrionali non se ne parla neppure. In pratica i fondi andranno solo ed esclusivamente a chi lavorerà con cellule staminali adulte. Vediamo cosa significa questo e quali conseguenze avrà in Italia.
Non è necessaria una laurea in medicina per sapere che una cellula nervosa è diversa da una del tessuto epiteliale o di quello muscolare. Quello che non tutti sanno, tuttavia, è che tutte queste cellule si sono formate attraverso un processo chiamato differenziazione a partire da un unico tipo di cellula detto staminale. In pratica, quando nella specie umana uno spermatozoo feconda un ovocita, ovvero quando il gamete maschile e quello femminile si fondono, si forma una cellula chiamata zigote che possiede il materiale genetico del nuovo individuo, ereditato metà da un gamete e metà dall'altro.
A questo punto, circa 24 ore dopo la fecondazione, lo zigote inizia la divisione cellulare, detta mitosi, fino a formare un primo organismo pluricellulare chiamato morula. Siamo al terzo giorno di gestazione nella specie umana e la morula entra nella cavità uterina. In questa prima fase le cellule che compongono la morula sono dette cellule staminali totipotenti, perché sono in grado di trasformarsi in qualsiasi tipo di cellula, non solo quelle che daranno luogo al nuovo individuo, ma anche quelle extra-embrionali, come ad esempio la placenta e il cordone ombelicale.
![]() Sua Maestà il Ministro della Salute Maurizio Sacconi |
Il fattoDopo che Filippo Lamanna, giudice della prima sezione civile della corte d'appello di Milano, ha chiarito che il decreto che autorizza Beppino Englaro a interrompere l'alimentazione e l'idratazione artificiali che tengono in vita la figlia Eluana, in stato vegetativo permanente da quasi 17 anni, è diventato definitivamente esecutivo dopo il provvedimento dello scorso 11 novembre della Cassazione, il Ministro della Salute Maurizio Sacconi, che aveva diramato un atto di indirizzo per impedire di fatto alle strutture sanitarie private di praticare l'interruzione della idratazione e della nutrizione ai pazienti che si trovano in stato vegetativo, ha dichiarato che la Casa di Cura «Città Udine» rischia di perdere la convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale se dovesse eseguire la sentenza della Cassazione per lo stop all'alimentazione forzata. L'opinioneA mio avviso ci troviamo di fronte a un fatto gravissimo, un vero e proprio ricatto nel senso stretto del termine. Che un Ministro si permetta di abusare della propria posizione per bloccare un decreto definitivamente esecutivo sancito dalla Cassazione mi porta alla mente i reati di falso ideologico e abuso d'ufficio. Non so se da un punto di vista penale il comportamento del Ministro possa ipotizzare davvero tali reati ma, a mio avviso, di fronte a un comportamento del genere, l'unica via d'uscita sono le dimissioni del Ministro Sacconi. |
Che l'HIV/AIDS sia una patologia devastante è un fatto noto. Questa malattia ha ucciso fino ad oggi oltre 22 milioni di persone. Inoltre, in tutto il mondo, sono oltre 42 milioni i sieropositivi, di cui solamente 3 nei cosiddetti paesi industrializzati. Molti tuttavia non sanno che ci sono altre due malattie — da noi per lo più sconosciute ormai — che si contendono con l'AIDS il triste primato di falcidiatori del genere umano: la tubercolosi e la malaria. La prima uccide quasi due milioni di persone all'anno, la seconda oltre un milione, ma è in rapida crescita. In alcune aree del mondo, i casi di malaria sono aumentati del 200% e le stime indicano che nel giro di vent'anni ci si troverà ad affrontare una vera e propria emergenza planetaria, almeno per quello che riguarda i Paesi del Terzo Mondo.
Bioetica
di Marinella Saiu
Nella sede della nuova università del Sannio, di recente costituita come Ateneo autonomo, a Benevento, si è appena concluso il primo anno del «Master di Bioetica», corso di specializzazione post-universitario — quindi di alto livello — di durata biennale sulla Bioetica. Una importante opportunità di formazione professionale nel panorama del meridione d'Italia. I due direttori del Master sono il prof. Pietro Perlingeri, rettore dell'Università del Sannio, e il prof. Sandro Gindro, presidente dell'Istituto Psicoanalitico per le Ricerche Sociali di Roma. Poiché la Bioetica è una materia così all'avanguardia, da essere quasi sconosciuta ai più, abbiamo incontrato il coordinatore scientifico del Master, dr. Arturo Casoni, che ha risposto ad alcune domande.