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Ieri, primo di settembre, ho scritto un breve articolo di commento a quello che è successo sull'Intercity 520 e alle stazioni di Napoli Centrale e Roma Termini. Oggi, Andrea Notari, ha commentato a sua volta il mio articolo facendo notare come, ogni volta che c'è una partita, migliaia di poliziotti e altri apparteneneti alle forze dell'ordine e non, come vigili del fuoco e addetti al primo soccorso, siano impegnati a garantire la sicurezza e l'ordine pubblico.
Non solo questo ha un costo elevato per tutti i cittadini, tifosi o meno, ma sottrae importanti risorse al Paese in un momento in cui quello della sicurezza è sicuramente un tema scottante. Senza contare che quegli uomini e quelle donne rischiano letteralmente la vita, dato che sempre più spesso gli spalti di molti stadi sono diventati veri e propri campi di battaglia.
La proposta di Andrea, che appoggio in pieno, è di chiedere che lo Stato non metta più a disposizione degli stadi Polizia e Carabinieri, ma obblighi con un'apposita legge le società calcistiche a dotarsi di forze dell'ordine private in mancanza delle quali le partite non si potranno tenere. Tale proposta non solo restituirà al Paese e al territorio migliaia di uomini ogni domenica, anticipo, posticipo o qualsiasi altro giorno in cui si disputino partite di calcio, ma aiuterà a convertire una parte degli esorbitanti proventi derivanti soprattutto dalla pubblicità sotto forma di posti di lavoro.
Qualche milione di euro in meno non farà certo fallire le società calcistiche e chissà, magari in questo modo certi spettacoli, almeno sugli spalti, ce li potremo evitare. Pertanto ho preparato questa petizione in rete alla quale spero aderiscano quante più persone possibile:
Solo Forze dell'Ordine Private negli Stadi
Noi sottoscritti chiediamo che lo Stato Italiano non metta più a disposizione degli stadi, in occasione delle partite di calcio, poliziotti e carabinieri, obbligando invece con apposita legge le società calcistiche a dotarsi di forze dell'ordine private, in mancanza delle quali le partite non si potranno tenere.
Sono circa 1500 i tifosi che ieri hanno provocato oltre mezzo milione di euro di danni e preso praticamente in ostaggio centinaia di passeggeri regolarmente muniti di biglietto sull'Intercity 520 delle 9.24 per Torino, oltre ad aver creato seri problemi e terrorizzato diverse migliaia di altri viaggiatori.
Solo sei arresti (sic) e oggi tutti liberi. L’arresto è stato infatti convalidato ai sei tifosi arrestati ieri, ma è stata anche accordata loro la remissione in libertà. Il prefetto di Napoli ha affermato «non ho potuto fare nulla». I giornali non lo dicono ma a quanto mi risulta dovrebbe essere quello stesso Alessandro Pansa che nel maggio 2008 ha ricevuto un avviso di garanzia per la triste questione dei rifiuti campani. Da parte sua, invece, il questore di Napoli, Antonio Puglisi, ha affermato di aver parlato con i tifosi e di aver verificato che fossero tutti «regolarmente muniti di biglietto», il che non era praticamente possibile su un treno a prenotazione obbligatoria. Può un questore mentire ai cittadini? La domanda è d'obbligo.
Dulcis in fundo la Rosa Russo Iervolino, sindaco del capoluogo campano, che ha detto che «forse la questura avrebbe dovuto valutare meglio il numero dei tifosi e la possibile reazione: l’immagine della città è stata danneggiata da pochi violenti e facinorosi». Pochi facinorosi? Millecinquecento sarebbero pochi facinorosi? Forse la signora dovrebbe tornare alle elementari a studiare aritmetica. Dal Presidente della Regione, Antonio Bassolino, solo silenzio.
Alcuni articoli di giornale affermano poi che «si è al lavoro per accertare le responsabilità», ma non c'è alcun bisogno di visionare filmati e fare retate per accertare le responsabilità! Il problema non sono i tifosi — o meglio lo sono, ma in quanto conseguenza della latitanza dello Stato sulla questione — bensì chi avrebbe dovuto e deve evitare che queste cose succedano e ha il dovere di mandare un duro messaggio una volta per tutte a questi criminali, perché tali sono.
I responsabili hanno nome e cognome e sono più o meno gli stessi che sono responsabili dell'attuale degrado di Napoli e della passata — ma lo è davvero? — emergenza rifiuti che ha danneggiato per sempre, se ancora fosse stato necessario, l'immagine della città campana del mondo. Sono infatti proprio quel Questore, quel Prefetto, quel Sindaco e quel Presidente della Regione che primi fra tutti avrebbero dovuto intervenire con efficienza ed efficacia per evitare che tutto questo avvenisse. Inutile dire alla fine di quest'ennesima dimostrazione di inciviltà, rimarranno tutti solidamente ancorati alle loro poltrone con tanto di benedizione da parte del Governo, a dimostrazione di come Maggioranza e Opposizione sanno ben mettersi d'accordo quando si tratta di proteggere la Casta.
In rete sono migliaia i commenti di cittadini di ogni parte del Paese, ovvero Nord, Centro, Sud e Isole, che affermano tutti la stessa cosa: bisognava fermare il treno su un binario morto o in aperta campagna dopo averlo fatto circondare da un cordone di polizia e identificare ed arrestare tutti coloro che portavano armi improprie, avevano minacciato i passeggeri, daneggiato i vagoni, e soprattutto non avevano il titolo di viaggio regolare. Ma ovviamente non è stato fatto e mai si farà.
Perché? Per due motivi: il primo è che intorno al calcio girano miliardi di euro e che i primi a proteggere questi sedicenti "tifosi" sono proprio le società di calcio, legate mani e piedi se non controllate da industriali, politici, e altri personaggi influenti nella nostra società. Il secondo è che i tifosi sono anche elettori, sono tanti, e nessun politico vuole inimicarseli.
Questo dunque è il problema: il campionato di calcio stesso. Vogliamo davvero mandare un messaggio chiaro una volta per tutte? Un bell'anno sabbatico e chiudiamo il campionato per tutta la stagione 2008-2009. E se a qualcuno piace lo sport, vada a praticarlo, invece di pensare di essere uno sportivo solo perché se ne sta seduto sul divano a guardare la partita in TV o peggio ancora si addobba da guerrigliero per far casino sugli spalti di uno stadio. Gli sportivi sono quelli che praticano lo sport, non quelli che fanno il tifo. Così, magari, i soldi che spariscono nella voragine del calcio potrebbero essere usati per costruire strutture per tutti quegli altri sport di cui ci si ricorda solo durante le Olimpiadi.