|
L'IndipendenteTutto quello che gli altri non vi dicono |
|
G. Ceccarelli
M. Garau
G. Lupi
D. Pannuti
R. Poletti
J. Rotello
M. Saiu
M. A. Salluzzo
G. Sturiale
M. Tassinari
1. Portale
2. Pagine Personali
3. Dizionari
4. Genealogia
5. Pubblicazioni
6. Galleria Fotografica
7. Risorse Gratuite
8. Padri ad Ore
9. Fata Morgana
L. LinkedIn
P. PhotoSig Portfolio
X. PSP Script Library
Y. Published Authors Net
Z. Uno Sguardo nel Buio
Google
Wikipedia [ENG]
Wikipedia [ITA]
Mappy [ITA]
Dizionari Garzanti
eBay [ITA]
Snap Shots
Andrea Beggi
Blogfriends
Con gli occhi e con il cuore
Eriadan
Lo Scaffale
Massimo Polidoro
Mauro Lupi
Medioevo
Pino Scaccia
Sergio Maistrello
Tuttando Forum
Se lo desideri, puoi mettere l'antipixel de «L'Indipendente» sul tuo blog, prelevando il codice qui sotto:
Cannibalismo e liste civetta. Cos'hanno in comume queste due strategie? In effetti molto, anzi, si può dire che rappresentino di fatto la stessa strategia seppure la prima applicata al mondo del commercio, la seconda alla politica. Vediamo perché.
Se comprate un portatile con Windows Vista, con buona probabilità vi troverete preinstallata sopra la versione Home & Student di Office 2007. Nulla di male, anzi, la trovo molto interessante per le soluzioni ergonomiche adottate nell'interfaccia. Bisogna abituarvisi ma ci vuole comunque coraggio per adottare un nuovo paradigma di interazione e quello scelto per Office è sicuramente interessante.
Il problema sorge se volete acquistarla. Se andate sul sito italiano della Microsoft dedicato a Office, basta fare una ricerca per prezzi e troverete una pagina denominata Prezzi di Microsoft Office System 2007. In questa pagina, come potete vedere nel riquadro riportato qui sotto, c'è il listino in dollari delle varie versioni. In particolare quella Home & Student risulta costare 149 dollari americani. Un po' tanto rispetto alle licenze education alle quali eravamo abituati, ma comunque abbordabile.
Se tuttavia provate ad acquistare il pacchetto direttamente dalla versione demo, vi compare un'altra finestra che vi chiede ben 184 euro!
Ora, vada che nell'Unione Europea abbiamo da aggiungere al prezzo l'inevitabile IVA, ma 184 euro sono la bellezza di 248,06 dollari americani al cambio odierno. Non ho idea di dove vengano confezionati i pacchetti per il mercato italiano, ma dubito siano fatti negli USA, per cui non vedo neppure il motivo di avere un costo aggiuntivo per il trasporto rispetto al prezzo americano che, tra parentesi, è appunto di 149 dollari, esattamente come quello riportato nel sito italiano. In ogni caso la differenza è quasi 100 dollari americani! Un po' troppo. E allora?
Alcuni giorni fa ho scritto di come si continuino a trovare in vendita bottiglie da un litro di latte della Centrale di Roma con le etichette che riportano ancora i bollini del 2006 scaduti nel marzo 2007. Sembra che l'abitudine di mettere in vendita prodotti la cui etichetta riporta promozioni in realtà scadute non sia prerogativa delle sole marche italiane. Ad esempio, è possibile trovare in qualsiasi supermercato confezioni da sei bottiglie da mezzo litro di Coca Cola che ancora pubblicizzano la promozione Coke+iTunes 1 Coke 1 Song scaduta un mese fa, come riportato sul sito italiano dell'azienda produttrice della famosa bevanda.
|
Due mesi fa la mia compagna ha comprato un Dell Dimension E520, una macchina basata sui processori Intel® CoreTM 2 Duo E6300, con 2 giga di memoria e due dischi fissi da 320GB. Purtroppo la macchina è arrivata con preinstallato Windows Vista, ovvero non è stato possibile richiedere XP o un altro sistema operativo. Fatto sta che da allora è stato un bagno di sangue. Al di là del giudizio molto negativo su Vista, che prosegue con la strategia Microsoft di tagliare fuori completamente l'utente da un reale controllo del sistema operativo, il prodotto nel suo complesso è stato una profonda delusione, tanto che in un prossimo futuro consiglierò il ritorno all'acquisto di un buon assemblato senza marca sul quale si possa avere un maggiore controllo dei componenti e soprattutto un miglior supporto. Ma andiamo per gradi.
Il 12 maggio compro una bottiglia di latte della Centrale del Latte di Roma, data di scadenza 15 maggio 2007. A casa la mia compagna nota una cosa alquanto curiosa: i bollini sull'etichetta sono del 2006 e sono validi fino al 31 marzo 2007, come si può vedere dalle immagini qui stotto.
|
|
|
Ora, posso anche capire che una volta stampate un certo numero di etichette si cerchi di evitare di buttarle, ma che si continui a vendere a maggio bottiglie con la raccolta punti del 2006 mi fa pensare che o qualcuno ha decisamente sbagliato le previsioni sulle vendite quando hanno deciso di stampare le etichette, o che si continuino a stampare le etichette vecchie a dispetto del fatto che riportino quella che a tutti gli effetti è una promozione del prodotto non più valida. In entrambi i casi l'azienda in questione non ci fa una gran bella figura.
Da quando è stato pubblicato il decreto Bersani, diverse categorie professionali sono scese in piazza. Fra queste, una di quelle più determinate a opporsi al cambiamento, è indubbiamente quella dei farmacisti. Perché? I famacisti accusano il governo di «voler trasformare il farmaco in un prodotto di largo consumo, il farmacista in un semplice commesso e le farmacie in un punto vendita alle dipendenze di una multinazionale». Ma è veramente così?