L'Indipendente

Tutto quello che gli altri non vi dicono

Direttore responsabile: Dr. Dario de Judicibus - ISSN 1824-8950


3d internet
3g
aborto
abusi
acqua
afghanistan
africa
alitalia
ambiente
amebe
america
americano
analisi
animali
annuncio
antropologia
apple
ara
archeologia
arte
asteroidi
astronomia
auguri
automobile
avis
banche
bibbia
bioetica
biologia
blog
blogfest 2008
boicottaggio
borsa
bparenti
browser
burocrazia
business
calcio
cassazione
catastrofi naturali
censura
centralismo
centrodestra
centrosinistra
chiesa
cibo
cina
cinema
citta
classifiche
clima
colonialismo
commercio
comuni
comunicazioni
comunita
concorrenza
conflitto
consuelo
consumismo
cosmologia
costume
crm
cronaca
cseverini
cuba
cultura
daniel
danimarca
data
database
definizioni
democrazia
deu
devolution
dialoghi
dibattiti
dio
diritti
diritto
disabili
discriminazione
discussioni
disney
distribuzione
divieti
donne
doriana pannuti
droga
ecologia
economia
editoria
educazione
elezioni
emancipazione
emigrazione
energia
eng
esp
estetica
estremismo
europa
eutanasia
eventi
facebook
falsi abusi
famiglia
fantascienza
fantasy
farmaceutica
federalismo
femminismo
ferrovie
filosofia
finanza
fisco
fisica
flash
fnestola
forze armate
fotografia
fra
freeware
fumetti
galba
garau
gatti
gay e lesbo
genetica
genocidio
geologia
giochi
giochi olimpici
giorgio ceccarelli
giornalismo
giustizia
google
gordiano lupi
governo
guerra
guerriglia
help desk
humor
ibl
immigrazione
impresa
inchieste
industria
informatica
informazione
inglese
innovation
innovazione
internet
intervista
iphone
ipotesi
iran
iraq
islamismo
israele
istituzioni
istruzione
ita
italia
italiano
jole rotello
jpn
lavoro
legge
liberalismo
liberalizzazioni
liberta
libri
linguistica
linux
londra 2012
made in china
masalluzzo
matematica
mcdonalds
me
media
mediazione
medicina
medio oriente
mercato
metodo
metro
microsoft
minori
miti
moda
mondo
morte
morti bianche
msaiu
musica
musical
narrativa
natura
nobel
nucleare
office 2007
ogm
olimpiadi
open source
opinioni
organizzazione
orientalismo
pace
palestina
parita
pdf
pechino 2008
pedofilia
pensieri
petizione
poesie
politica
por
poste
preistoria
prevenzione
privilegi
proposte
prostituzione
protesta
provocazioni
psicologia
pubblica amministrazione
pubblicita
ragazzi
rapimenti
rating
rcereda
recensioni
regno unito
religione
resistenza
ricerca
roma
rpoletti
rus
sanita
satira
scienza
scioperi
scoperte
scuola
second life
sentimenti
separazioni
servizi
sessismo
sesso
sicurezza
simboli
sindacati
six-degrees-of-separation
social networking
societa
software
solidarieta
soluzioni
sostenibilita
sottrazioni internazionali
spazio
spettacolo
splinder
sport
stampa
statistica
stato
storia
strategie
stupefacenti
sturiale
sudan
tagging
tassinari
teatro
tecnologia
telecom
telefonia
televisione
tempo libero
terremoto
terrorismo
tifo
traffico
trasporti
trucchi
trusting
ubuntu
ucrescenti
umorismo
unioni
universita
urbanistica
usa
veterinaria
viaggi
video
vignette
violenza
virus
vita
volontariato
web
web 20
wii
wikipedia
windows 7
windows vista
windows xp
youtube
zho
oggi
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004

 

SEZIONI

Clicca qui sotto per vedere
il mio mediablog.
Aggiungi a Google
Add to Technorati Favorites
Subscribe to Bloglines
Scrivimi via posta elettronica Lasciami un messaggio su Splinder
Aggiungi un collegamento a questo blog sul tuo blog RSS 2.0 feeds
Iscriviti a «L'Indipendente» Atom 0.3 feeds
View Dario de Judicibus's profile on LinkedIn
View Dario de Judicibus's profile on Facebook
View Dario de Judicibus's fan page on Facebook

Clicca qui sotto per vedere
altri antipixel.

Clicca qui per vedere gli antipixel

Translation
Translation to English by Google

Be aware that automatic translation is usually poorer than human one.

Libri
La Lama Nera Le 10 Regole per Vivere Felici con un Gatto
Scacco matto all'assassino Fino alla fine dell'eternità
Le 10 Regole dei Buoni Genitori Le 10 Regole per Viver Sereni
Imparare XML in 6 ore TCP/IP in Pillole
Visitatori

*loading* visite
dal 30 ottobre 2004

Antipixel
L'Indipendente: quello che gli altri non vi dicono

Se lo desideri, puoi mettere l'antipixel de «L'Indipendente» sul tuo blog, prelevando il codice qui sotto:

La Tastiera Estesa Italiana per Windows XP

Valid XHTML Valid CSS

giovedì, 15 ottobre 2009

Sul Riscaldamento Globale - Parte 4

In questi ultimi mesi questo blog ha pubblicato alcuni articoli di autori favorevoli all'ipotesi che il Riscaldamento Globale (RG) abbia un contributo antropico, ovvero causato da attività umane e quindi più o meno favorevoli anche al Protocollo di Kyoto (PdK). Adesso, per par condicio, pubblichiamo un articolo di opposto parere. L'articolo, scritto dal Prof. Uberto Crescenti del «Dipartimento di Geotecnologie per l'Ambiente ed il Territorio» dell'Università «G. d'Annunzio» di Chieti, è stato suddiviso in quattro parti a causa della sua lunghezza. Ogni parte è orientata a un tema specifico, ovvero la prima si occupa del riscaldamento globale in sè, la seconda dell'eventuale contributo antropico al fenomeno, la terza di come la geologia può aiutare a comprendere lo stesso e la quarta si interroga sull'utilità o meno del Protocollo di Kyoto.

Sul Riscaldamento Globale del pianeta Terra - Parte 4
di Uberto Crescenti

Il Protocollo di Kyoto

Poniamoci ora la domanda «È vero che il Protocollo di Kyoto (PdK) è utile per contrastare il RG?»

Come ben noto il Protocollo di Kyoto prevede di abbattere la immissione di anidride carbonica in atmosfera da parte dell'Uomo, in quanto l'IPCC ritiene che questa sia la causa del RG. Gli scienziati sono tutti d'accordo su questa soluzione?

Secondo i catastrofisti si, ma non è così se ci informiamo sulla posizione e le opinioni di molti scienziati al riguardo. Non è quindi vero, come dimostreremo di seguito, che il Pianeta è malato e che otto “medici” su dieci ritengono utile l'applicazione del PdK, unica medicina per salvare il Pianeta da una immane catastrofe.

Innanzitutto il RG non produrrà nessuna immane catastrofe, perché i cambiamenti climatici ci sono sempre stati e seppure hanno condizionato lo sviluppo e la scomparsa di antiche civiltà (si veda CAMUFFO, 1990) ciò non ha portato alla distruzione del nostro Pianeta. La filosofia catastrofista ambientalista che ha determinato il PdK “nasce” dal famoso primo Summit della Terra tenuto nel 1992 a Rio de Janeiro. A quel tempo 264 scienziati tra cui 52 premi Nobel, firmarono un appello per mettere in guardia dalla accettazione della ideologia catastrofista. L'appello, dal titolo “Attenzione ai falsi miti di Rio” affermava tra l'altro il seguente concetto:

«Esprimiamo la volontà di contribuire pienamente alla conservazione del nostro comune patrimonio planetario. Tuttavia non possiamo far a meno di esprimere la nostra inquietudine nell'assistere, all'alba del XXI secolo, all'emergenza di una ideologia irrazionale che sembra volersi opporre al progresso scientifico ed industriale e che appare sicuramente nociva allo sviluppo economico e sociale» (da BATTAGLIA E RICCI, 2007, pag. 12).

Pubblicato da: dejudicibus alle 01:00

commenti | Vota l'articolo su Wikio AddThis Social Bookmark Button
Rubriche: ambiente, scienza, ecologia, ita , geologia, catastrofi naturali, ucrescenti

martedì, 13 ottobre 2009

Sul Riscaldamento Globale - Parte 3

In questi ultimi mesi questo blog ha pubblicato alcuni articoli di autori favorevoli all'ipotesi che il Riscaldamento Globale (RG) abbia un contributo antropico, ovvero causato da attività umane e quindi più o meno favorevoli anche al Protocollo di Kyoto (PdK). Adesso, per par condicio, pubblichiamo un articolo di opposto parere. L'articolo, scritto dal Prof. Uberto Crescenti del «Dipartimento di Geotecnologie per l'Ambiente ed il Territorio» dell'Università «G. d'Annunzio» di Chieti, è stato suddiviso in quattro parti a causa della sua lunghezza. Ogni parte è orientata a un tema specifico, ovvero la prima si occupa del riscaldamento globale in sè, la seconda dell'eventuale contributo antropico al fenomeno, la terza di come la geologia può aiutare a comprendere lo stesso e la quarta si interroga sull'utilità o meno del Protocollo di Kyoto.

Sul Riscaldamento Globale del pianeta Terra - Parte 3
di Uberto Crescenti

L'approccio geologico

Vediamo ora quale può essere il contributo delle scienze geologiche per la valutazione dei cambiamenti climatici.

Finora abbiamo cercato di rispondere alla domanda «È vero che il RG ha un'origine antropogenica?» attraverso gli studi di numerosi specialisti di varie discipline, geofisici, fisici, astronomi, agronomi, ecc. Il clima, infatti, si presta ad essere studiato da varie angolazioni disciplinari. Tutte le discipline ricordate però, non possono indagare nel passato del nostro Pianeta oltre qualche migliaio di anni, fornendo dati importanti sul relativo comportamento climatico. Se però vogliamo avere un quadro più ampio di questa storia climatica, l'unica scienza che consente di indagare nel passato del nostro Pianeta ben oltre il migliaio di anni fino alle centinaia di milioni di anni, è la scienza geologica.

E questo è utile perché lo studio del passato, o meglio la conoscenza delle variazioni climatiche del passato, possono aiutarci a fare proiezioni future.

Come noto, le scienze geologiche, ed in particolare la Geologia e la Paleontologia, sono infatti scienze che consentono di indagare sulla storia del nostro Pianeta. Consentono cioè di ricostruire la geografia del passato, le sue modificazioni, la sua evoluzione, permettendo così di conoscere abbastanza nei dettagli “l'Organismo-Terra” su cui viviamo. Tutto questo è possibile dalla lettura della immensa biblioteca che la Natura mette a nostra disposizione, in cui la Terra ha scritto la propria storia in un libro grandioso. Questo libro è costituito dalle immense successioni di rocce stratificate; ogni strato è una pagina del grande libro della Natura, un vero e proprio grandioso archivio naturale. I geologi hanno fatto fatica a comprendere la scrittura della Natura, a leggere e ricostruire la storia della Terra. Tuttora, pur avendo le scienze geologiche fatto innumerevoli progressi per capire i “geroglifici” tramandati dalla Natura, ci sono in atto ricerche molto sofisticate per capire ogni dettaglio della storia del passato.

Questa capacità di lettura ha spinto i geologi, sin dall'800, a tentare di avere informazioni anche sulle eventuali modificazioni climatiche avvenute nel nostro Pianeta.

Pubblicato da: dejudicibus alle 00:18

commenti | Vota l'articolo su Wikio AddThis Social Bookmark Button
Rubriche: discussioni, ambiente, scienza, ecologia, geologia, catastrofi naturali, ucrescenti

domenica, 11 ottobre 2009

Sul Riscaldamento Globale - Parte 2

In questi ultimi mesi questo blog ha pubblicato alcuni articoli di autori favorevoli all'ipotesi che il Riscaldamento Globale (RG) abbia un contributo antropico, ovvero causato da attività umane e quindi più o meno favorevoli anche al Protocollo di Kyoto (PdK). Adesso, per par condicio, pubblichiamo un articolo di opposto parere. L'articolo, scritto dal Prof. Uberto Crescenti del «Dipartimento di Geotecnologie per l'Ambiente ed il Territorio» dell'Università «G. d'Annunzio» di Chieti, è stato suddiviso in quattro parti a causa della sua lunghezza. Ogni parte è orientata a un tema specifico, ovvero la prima si occupa del riscaldamento globale in sè, la seconda dell'eventuale contributo antropico al fenomeno, la terza di come la geologia può aiutare a comprendere lo stesso e la quarta si interroga sull'utilità o meno del Protocollo di Kyoto.

Sul Riscaldamento Globale del pianeta Terra - Parte 2
di Uberto Crescenti

L'origine antropogenica

È vero che il Riscaldamento Globale è dovuto all'attività dell'uomo, cioè è di origine antropogenica?

Anche questo quesito trova la Scienza divisa su due posizioni contrastanti. Non è affatto vero, come potremmo dedurre dalle informazione dei mass-media, che sono tutti d'accordo nell'attribuire all'Uomo la colpa del RG.

Secondo l'IPCC (Comitato Internazionale sui Cambiamenti Climatici) delle Nazioni Unite, che comprende scienziati di 100 Paesi, il riscaldamento globale previsto per questo secolo è dovuto alla immissione in atmosfera di gas serra di origine antropogenica, soprattutto di CO2. MARIANI (2008) chiarisce molto bene il ruolo della CO2 rispetto agli altri gas serra, pervenendo a conclusioni contro corrente rispetto ai convincimenti più diffusi. In merito si veda anche SINGER (2008, pp. 57-68).

Secondo l'IPCC, l'aumento di temperatura nel corso del III millennio potrebbe oscillare da 1,4 a 5,8 °C, quello del livello del mare da 9 a 90 cm, senza poter escludere valori maggiori. A questi risultati si arriva attraverso modelli matematici. Ma questi modelli matematici per le previsioni del clima sono davvero attendibili?

Pubblicato da: dejudicibus alle 16:12

commenti | Vota l'articolo su Wikio AddThis Social Bookmark Button
Rubriche: discussioni, ambiente, scienza, ecologia, ita , geologia, catastrofi naturali, ucrescenti

venerdì, 09 ottobre 2009

Sul Riscaldamento Globale - Parte 1

In questi ultimi mesi questo blog ha pubblicato alcuni articoli di autori favorevoli all'ipotesi che il Riscaldamento Globale (RG) abbia un contributo antropico, ovvero causato da attività umane e quindi più o meno favorevoli anche al Protocollo di Kyoto (PdK). Adesso, per par condicio, pubblichiamo un articolo di diverso parere. L'articolo, scritto dal Prof. Uberto Crescenti del «Dipartimento di Geotecnologie per l'Ambiente ed il Territorio» dell'Università «G. d'Annunzio» di Chieti, è stato suddiviso in quattro parti a causa della sua lunghezza. Ogni parte è orientata a un tema specifico, ovvero la prima si occupa del riscaldamento globale in sè, la seconda dell'eventuale contributo antropico al fenomeno, la terza di come la geologia può aiutare a comprendere lo stesso e la quarta si interroga sull'utilità o meno del Protocollo di Kyoto.

Sul Riscaldamento Globale del pianeta Terra - Parte 1
di Uberto Crescenti

Riassunto

È frequente leggere o ascoltare dai mass media frasi come questa: «Ormai sono tutti d'accordo che stiamo assistendo a un riscaldamento globale (RG) del nostro Pianeta dovuto alla immissione in atmosfera dei cosiddetti gas serra, soprattutto anidride carbonica, da parte dell'Uomo». Si attribuisce cioè all'attività dell'Uomo il RG. Da questi convincimenti nasce il famoso Protocollo di Kyoto (PdK), che mira a ridurre almeno del 5% l'immissione di anidride carbonica in atmosfera tra il 2008 e il 2012, protocollo firmato da oltre 150 Paesi tra cui il nostro. Non vi hanno aderito invece gli Stati Uniti, il Canada, la Cina e l'India, ossia un insieme di stati che producono oltre il 50% di anidride carbonica, ma che sono destinati ad aumentare tale contributo (soprattutto Cina ed India).

A questo punto dobbiamo porci alcuni interrogativi: è vero che esiste il RG, è vero che il RG è dovuto all'Uomo, è vero che il PdK è utile per contrastare il RG? Le risposte non sono semplici e l'affermazione che sono tutti d'accordo nel ritenere che il RG è colpa dell'Uomo non corrisponde assolutamente a verità.

Dopo un esame abbastanza approfondito dell'argomento sulla base di dati forniti da varie discipline, ma soprattutto dalle scienze geologiche, si arriva alla conclusione che il RG cui stiamo assistendo è un fatto naturale, in cui le responsabilità dell'Uomo sono nulle o di poco conto, e che quindi il PdK non ha basi scientifiche di assoluta certezza e se attuato non fornisce alcuna garanzia di risultati probanti.

Pubblicato da: dejudicibus alle 19:48

commenti | Vota l'articolo su Wikio AddThis Social Bookmark Button
Rubriche: discussioni, ambiente, scienza, ecologia, ita , geologia, catastrofi naturali, ucrescenti

giovedì, 09 ottobre 2008

Coopera(dia)tive

Se mai avete fatto la spesa presso i supermercati della Coop vi sarà capitato di sentire ogni tanto l'altoparlante ripetere il ritornello che assicura i consumatori che in tutti i prodotti in vendita sono assolutamente assenti gli OGM, ovvero gli organismi geneticamente modificati.

Beh, forse vi sorprenderà sapere che è vero solo formalmente — ovvero da un punto di vista legale — ma che non lo è nella sostanza. In effetti una buona percentuale dei prodotti in vendita in tutti i supermercati e alimentari italiani sono geneticamente modificati, prima fra tutti la pasta. La realtà è che sono diversi decenni che in Italia si mangiano cibi modificati geneticamente, ma tutti si guardano bene dal farlo sapere, prime fra tutte le associazioni ambientaliste.

Esiste tutta una serie di prodotti di cui ci nutriamo dagli anni '70 e '80 che sono stati ottenuti bombardando piante e semi con raggi alfa, beta, gamma, ics e neutroni. La cosa che lascia più perplessi è che questo metodo di modifica del DNA, volendolo comparare a quello usato nei moderni laboratori di genetica che producono gli OGM demonizzati da varie parti, equivale sostanzialmente a sbucciare una mela a colpi di accetta, ovvero è di molte volte più rozzo e inaffidabile delle modifiche transgeniche.

Sebbene quindi da un punto di vista legale non siano classificati come OGM, non solo a tutti gli effetti lo sono — il trattamento con le radiazioni serve appunto a modificare i geni dell'organismo — ma la tecnologia utilizzata è molto meno raffinata e precisa di quella degli OGM "ufficiali". In pratica, con questa tecnica, non si sa esattamente quali modifiche siano state apportate al DNA. Ad esempio, uno studio recente su un riso bombardato da radiazioni e in commercio da anni, ha rivelato come questi abbia subito mutazioni molto più pesanti di un riso OGM come il Golden Rice.

Ma quali sono questi prodotti? Iniziamo dalla frutta: il primo in assoluto è il pompelmo rosa, che non esiste in natura. Poi abbiamo dodici varietà di mele, fra cui alcune cultivar Golden; due varietà di albicocche; due varietà di banane, fra cui le Novaria; cinque varietà di pere e sette di pesche. E ancora ciliege, fragole, e limoni. In totale sono quarantotto i tipi di frutta geneticamente modificati con radiazioni. A queste vanno aggiunte oltre 2.200 varietà di grano, riso, orzo, girasole, cotone, piselli, fagioli e patate, molte delle quali sviluppate proprio nel nostro Paese. Ad esempio il riso Fulgente o i piselli Esedra e Trevi, i fagioli Montalbano, la patata Desital e molte altre piante ancora.

Ma la ciliegina sulla torta, OGM anche lei, è rappresentata dal grano Creso e dai suoi derivati che rappresenta oltre il 50% della produzione italiana di grano. In pratica, metà della pasta italiana che mangiamo è stata prodotta con grano geneticamente modificato. Per non parlare della birra e del whisky. Buona parte della produzione mondiale è basata su orzo geneticamente modificato, in primis il Diamant, il Golden Promise e derivati. Parlo di derivati perché, al contrario di quello che succede con gli OGM ufficiali, è stato permesso di immettere nell'ambiente oltre il 60% di queste cultivar che hanno dato, a loro volta, tutta una serie di nuovi tipi attraverso incroci convenzionali.

Se volete fare ricerche per conto proprio, andate sulla base dati della FAO/IAEA e cercate le varie specie che sono state geneticamente modificate utilizzando vari tipi di radiazioni. Il campo da selezionare è «Mutagen, Physical». Scegliete il tipo di radiazione e poi premete il pulsante «Search» in fondo alla pagina.

L'ipocrisia di tutta questa storia è che dato che questi cibi sono in commercio da decenni in Italia, ci si guarda bene dal segnalare in che maniera siano stati ottenuti. Modificare geneticamente una pianta bombardandola di radiazioni è come cercare di ottenere una testa in creta martellando con un bastone un blocco di argilla. Infatti, soprattutto agli inizi, quando ancora non si capiva quale fosse il giusto dosaggio da usare, buona parte delle piante irradiate morivano o producevano organismi deformi. Solo grazie alle tecniche OGM è stato possibile "plasmare la creta" con grande precisione, ma per assurdo queste tecniche hanno trovato l'opposizione di molte associazioni mentre quelle più brutali basate sull'irradiamento, sono state passate sotto silenzio.

Poiché alla fine quello che conta è solo la modifica genetica e non come è stata ottenuta, dato che è quella e solo quella che produce le caratteristiche dell'organismo, il fatto che gli organismi modificati geneticamente tramite radiazioni siano accettati e quelli transgenici no, indica, oltre che ignoranza, anche una buona dose di ipocrisia.

Pubblicato da: dejudicibus alle 15:37

commenti (4) | Vota l'articolo su Wikio AddThis Social Bookmark Button
Rubriche: cibo, ecologia, ita , inchieste, ogm

domenica, 17 agosto 2008

Agosto 2008: diario di ferie - Parte prima


1. corsia d'emergenza praticamente assente
2. passaggio occupato dai cassonetti

Argentario, località «La Soda», residence «Costa degli Ulivi» — un tratto di strada, un rettilineo lungo un paio di centinaia di metri, forse più. Da una parte un residence, una colonia estiva e alcuni edifici, dall'altra una scarpata di cinque o sei metri protetta da un guard-rail. Più in là, il mare. Un tratto di strada molto frequentato da chi si reca alla caletta che si affaccia sul mare: una spiaggia libera, poi una con uno stabilimento, quindi la spiaggia della colonia fino ad arrivare sulla punta opposta dove sorge il locale Circolo della Vela.

Un tratto di strada pericoloso, perché sul rettilineo le macchine corrono comunque veloci e soprattutto perché lo spazio a disposizione dei pedoni è veramente risicato. Un miracolo che qualche bambino non sia già finito sotto una macchina. Cinquanta centimetri, non di più, il passaggio più largo, se si esclude il piccolo parcheggio dello stabilimento, comunque sempre pieno di macchine. Si cammina sulla striscia bianca della corsia di emergenza. Gli specchietti retrovisori ti sfiorano le braccia cariche di borse e sacche da mare. In effetti un sottopasso ci sarebbe, ma è privato e porta direttamente alla colonia.

Poi i cassonetti: posizionati sul lato che dà sul mare, tolgono anche quel minimo di passaggio ai pedoni. Dall'altra parte della strada non si può passare, perché c'è il muro della colonia e manca del tutto la corsia d'emergenza. Non che quella dalla parte del mare possa essere chiamata tale, ma almeno può rappresentare un minimo di passaggio per i pedoni. Dunque, tanto per equilibrare la cosa, perché non occuparla con i cassonetti? Detto fatto. Una decina di metri in cui tocca camminare di fatto nella corsia esterna della strada, col rischio di essere presi in pieno da un SUV un po' distratto o da una moto che sfreccia a velocità eccessiva.



Cassonetto della plastica, vetro e metallo
stracarico di rifiuti.

Passare accanto ai cassonetti richiede poi un certo autocontrollo, almeno per quello che riguarda il centro del cervello che presiede al senso dell'olfatto. I vari cassonetti sono infatti sempre pieni fino a strabordare: facile immaginare la puzza dei rifiuti biologici che rimangono sotto il sole per ore, spesso per tutta la giornata. Raccolta differenziata? Beh, una volta tanto non sono i vacanzieri a essere in difetto. Il cassonetto della plastica, vetro e metallo è sempre pieno, spesso ben più che pieno. Chi può poggia il sacchetto preparato con cura accanto al cassone. Altri aspettano che venga svuotato, il che, durante il fine settimana, può voler dire aspettare due giorni. Mai visto un cassonetto della differenziata scoppiare letteralmente per la spazzatura riciclabile!

E il Comune? Qui all'Argentario non è che abbia mai fatto granché per i turisti, spesso considerati più un fastidio che una fonte di guadagno. Certo siamo lontani anni-luce dalla cultura adriatica. Non che vorremmo l'Argentario trasformato in una seconda Riviera Romagnola, ma un minimo di iniziativa non potrebbe che essere apprezzato. Di eventi culturali non se ne vede neanche l'ombra e l'unica forma di intrattenimento è rappresentato da tre sale cinematografiche, per giunta piuttosto vecchiotte. In pratica ci si annoia. In molte spiagge non puoi neanche affittare un pattino o una canoa e l'unico svago è il classico biliardino. L'unico evento, se così si può chiamare, è il Palio di Santo Stefano — in realtà una regata — peraltro disertato quest'anno dai turisti. Serve giusto a soddisfare lo spirito contradaiolo dei santostefanesi. Anche Port'Ercole e Cala Galera, una volta mete preferite dai VIP, vivono ormai di allori. Certo, barche ce ne sono ancora — dopotutto il mare qui è splendido anche se non si raggiungono i livelli della Sardegna — ma non è certo merito degli abitanti del luogo. Per il resto, una noia mortale.

In effetti è sempre stato così, da quando venivo qui da ragazzo, negli anni Ottanta. Allora c'era persino una discoteca, oggi anche quelle languono. Da queste parti chi viene in vacanza è visto ancora come un forestiero, uno che disturba, che dà fastidio. Figuriamoci organizzare qualcosa per il turismo! Così, niente iniziative, niente eventi, e quel che è peggio poca attenzione alla sicurezza. Non parliamo dell'acqua. Non quella del mare: quella potabile! Ma questa è un'altra storia. Ne riparleremo.

Pubblicato da: dejudicibus alle 17:41

commenti | Vota l'articolo su Wikio AddThis Social Bookmark Button
Rubriche: sicurezza, ecologia, ita , inchieste


Licenza Creative Commons
Questa opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons.

Nel rispetto delle apposite norme di legge si dichiara che questo sito non ha alcun scopo di lucro, non ha una periodicità prestabilita e non viene aggiornato secondo alcuna scadenza prefissata. Pertanto non può essere considerato un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.