L'Indipendente

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Direttore responsabile: Dr. Dario de Judicibus - ISSN 1824-8950


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lunedì, 15 dicembre 2008

Un pieno di energia

Uno dei problemi più gravi che ha il nostro Paese è quello della forte dipendenza dal petrolio e della mancanza di una politica energetica valida. Per un Paese industrializzato l'energia è una componente essenziale e da essa dipende di fatto l'intera economia del Paese, compreso il costo della vita.

Purtroppo, quando si affronta questo problema lo si fa il più delle volte su basi ideologiche o pregiudizi, e comunque ci si concentra su questioni tipo «nucleare sì, nucleare no» oppure si fa confusione tra vettori energetici, come l'idrogeno, e fonti energetiche, come il petrolio.

La scelta di quale sia la strategia energetica migliore deve invece basarsi su considerazioni oggettive, vedere il Paese come un sistema e quindi considerare tutti gli aspetti e le conseguenze di determinate scelte, e soprattutto basarsi su dati inconfutabili, non considerazioni di carattere generico. Inoltre bisogna ricordare che quando parliamo di energia non intendiamo solo quella elettrica, ma anche quella "combustibile", usata per il riscaldamento, per cucinare e come carburante per i trasporti.

Pubblicato da: dejudicibus alle 20:19

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Rubriche: ambiente, tecnologia, energia, analisi, ita , sostenibilita

giovedì, 28 agosto 2008

Steven Chu a Roma

Steven Chu a Roma
di Giuseppe Sturiale

ROMA - Festival della Scienza: Steven Chu, fisico sperimentale e Premio Nobel per la Fisica 1997, ha parlato dello stato del pianeta, dell'ambiente e del futuro dell'energia.

Il professore Steven Chu, fisico sperimentale e premio Nobel per la Fisica nel 1997, ha parlato all'Auditorium di Roma dello stato del pianeta, dell'ambiente e del futuro dell'energia nell'ambito delle manifestazioni del Festival delle Scienze 2008.

Chu insegna Biologia Molecolare e Cellulare all'Università della California a Berkeley e dirige il Lawrence Berkeley National Laboratory, dove sta mettendo a punto delle tecnologie in grado di lavorare alla produzione di legno a partire da energia solare, minerali, acqua e CO2 atmosferica.

Le ricerche del professor Chu sono talmente promettenti da aver fatto firmare un accordo fra il Lawrence Berkeley e il colosso petrolifero British Petroleum (BP) per finanziare con 400 milioni di dollari le sue ricerche biologiche e il suo programma per l'Energia Solare che, vale la pena evidenziarlo, va ben oltre il convenzionale obiettivo di diminuire le emissioni di CO2, bensì si pone il traguardo di assorbire e trasformare in legno l'eccesso di CO2 già accumulato nell'atmosfera, invertendo il processo in atto e aiutando le foreste col lavoro di intere fattorie di macchine che operano su questo obiettivo in modo più efficiente di quanto non sappiano fare gli alberi con la fotosintesi alla clorofilla.

Mai si erano sentiti sgombrare con maggior chiarezza gli equivoci sul dilemma antropico/non antropico a proposito dell'aumento di CO2 che sta alla base dell'effetto serra e del cambiamento climatico, se cioè l'aumento dell'Anidride Carbonica sia un processo naturale o sia stato provocato dall'uomo.

Chu ha chiarito infatti che esistono entrambi i contributi e quello non antropico è stato anche imponente in alcune ere, e si ripete con un periodo lungo, dell'ordine delle molte decine di millenni. Ma non c'è dubbio che la crescita della percentuale di CO2 nell'atmosfera, che procede in progressione geometrica dal 1750 ad oggi è strettamente antropica ed è dovuta all'attività industriale e al suo abuso di combustibili fossili che producono emissioni climalteranti, come dimostrato dalla presenza dissonante, rispetto ai cicli naturali di aumento e successiva diminuzione della CO2, che sono invece di periodo lungo.

L'aspetto più straordinario del lavoro del professor Chu è che egli sia il primo ad essere riuscito a coinvolgere una grandissima azienda petrolifera su un tema in cui le "sorelle" del petrolio sono finora entrate solo per ritardarne i progressi e per difendere i loro ingenti investimenti infrastrutturali e le loro rendite di posizione. Stimolato dalle numerose domande del pubblico, il professor Chu ha concluso con una carrellata di azioni concrete possibili per rispondere alle alterazioni climatiche e all'esaurimento delle fonti fossili e ha detto, riferendosi con delle fotografie ad impianti come quello ideato da Carlo Rubbia e ad altre macchine solari termodinamiche, che il solare termodinamico a concentrazione è la tecnologia più promettente per superare anche in convenienza economica le fonti fossili già nel giro dei prossimi 3-5 anni e per essere dispiegata in massa.

Pubblicato da: dejudicibus alle 15:45

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venerdì, 30 maggio 2008

Fatti: l'energia nucleare in Europa

In Europa ci sono attualmente 197 centrali nucleari che producono circa il 35% dell'energia elettrica complessiva utilizzata, ovvero quasi 170 gigawatt. Altre 13 sono in costruzione con un apporto previsto di circa 12 gigawatt. In Francia quasi l'80% dell'energia elettrica è prodotta da centrali nucleari; segue la Lituania con il 70%, il Belgio e la Slovacchia con il 56%, la Svezia con il 46%.



Mappa delle centrali nucleari in Europa (ogni simbolo può corrispondere a più di un reattore).
In verde i Paesi senza alcuna centrale in produzione. In rosa quelli con almeno una centrale in produzione.

Pubblicato da: dejudicibus alle 15:54

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Rubriche: tecnologia, europa, energia, ita , nucleare, inchieste

mercoledì, 25 gennaio 2006

Sotto zero

Ci deve essere un organo preposto alle attività elucubrative, in quella variante dell'homo sapiens che è l'homo sapiens politicus, ma sicuramente non è il cervello. Per quanto riguarda il nostro Ministro dell'Interno, poi, qualunque esso sia, si deve essere congelato a causa del clima polare che ha colpito l'Italia in questi giorni.

Riporto pari pari dal sito del «Corriere della Sera»:

ROMA - «Abbiamo bisogno di chiedere agli italiani un sacrificio». Con queste parole il ministro delle Politiche industriali, Claudio Scajola, introduce il contenuto del decreto ministeriale approvato in serata, risposta alla «crisi energetica» dovuta alla diminuzione di forniture di gas dalla Russia e all'aumento dei consumi a causa dell'ondata di gelo in Italia.

STRETTA SUI CONSUMI - Con il decreto, dice il ministro, «abbasseremo la temperatura dei riscaldamenti di un grado rispetto al livello attuale» e di «un'ora di orario», spiegando inoltre che questa misura si dovrebbe tradurre in un risparmio di 5-10 milioni di metri cubi al giorno di gas. Saranno esclusi dal provvedimento luoghi come «ospedali, cliniche, case di cura, centri per anziani, scuole».

Forse il ministro non sa che già nel 2001

Analizzando con dettaglio la disponibilità del riscaldamento ... emerge che quasi il 64% delle famiglie italiane, con punte del 77,9% nel Nord-Est, utilizza impianti di riscaldamento autonomo. Fanno eccezione le Isole dove tale percentuale scende al 35,6% e dove il 22,4% delle famiglie utilizza apparecchi singoli, giustificando così in parte le più elevate bollette per energia elettrica.

ISTAT - Famiglie e Società - I consumi delle famiglie - Anno 2001

Sono proprio curioso di sapere come farà il Signor Ministro a mettere in pratica un decreto del genere in tutte quelle abitazioni ove esiste un impianto di riscaldamento autonomo. Manderà in tutte le case polizia e vigili dotati di sofisticatissimi termometri?

Ma Scajola non si ferma qui. Infatti aggiunge:

Sulle bollette dei consumatori italiani ci potrà essere qualche rincaro a causa della riapertura di alcune centrali ad olio combustibile, più costoso del gas naturale. «È difficile quantificare quanto costerà in più il passaggio da gas a olio combustibile», e spiega che «sarà l’Autorità dell'energia a verificare, come di prassi ogni tre mesi».

Quindi, all'inutile decreto, che penalizzerà chi non può permettersi o non ha il riscaldamento autonomo, guarda caso prevalentemente coloro che abitano nelle regioni più povere, si aggiunge un'ulteriore batosta che non farà altro che portare nelle casse dello Stato ulteriori miliardi di euro, dato che con l'aumento della bolletta aumenteranno in proporzione anche gli introiti dovuti alle tasse sul riscaldamento e sull'energia elettrica. Miliardi che, mancando il nostro Paese di una intelligente politica energetica, serviranno solo a tappare qualche buco di quel colabrodo che si chiama Pubblica Amministrazione. Un gran bel regalo per il Signor Ministro e compagni.

La verità è che si cerca di dare l'impressione di un governo che fa qualcosa, mentre la realtà è un'altra: già in passato c'erano state avvisaglie che qualcosa come quello che sta succedendo in questi giorni sarebbe potuto succedere; sono anni che gli esperti di questioni energetiche chiedono a gran voce una politica che ci renda meno dipendenti dall'estero per quello che riguarda l'energia in generale e quella elettrica in particolare. È stato fatto qualcosa? Chiacchiere, solo chiacchiere...

A proposito: i Palazzi delle Istituzioni (Camera, Senato, Quirinale, ecc...) come l'hanno il riscaldamento? Autonomo? Che dite, andiamo a dare un'occhiata in questi giorni, magari muniti di termometri? Nel peggiore dei casi, un modo di usarli, lo troveremo...

Pubblicato da: dejudicibus alle 10:41

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martedì, 28 giugno 2005

Nucleare: parliamo di fatti

Quando si parla di nucleare, in Italia, il pensiero corre subito a Chernobyl. Ma quel terribile incidente dimostra veramente che il nucleare è pericoloso oppure semplicemente che quando una tecnologia viene realizzata ed utilizzata male essa è comunque pericolosa?

Quante persone sono realmente morte a causa del nucleare? E qual è il contributo che il nucleare oggi dà alla produzione di energia elettrica nelle varie regioni del mondo? Vediamo quali sono veramente i fatti, al di là delle voci e delle strumentalizzazioni demagogiche.

Pubblicato da: dejudicibus alle 00:38

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