L'Indipendente

Tutto quello che gli altri non vi dicono

Direttore responsabile: Dr. Dario de Judicibus - ISSN 1824-8950


3d internet
3g
aborto
abusi
acqua
afghanistan
africa
alitalia
ambiente
amebe
america
americano
analisi
animali
annuncio
antropologia
apple
ara
archeologia
arte
asteroidi
astronomia
auguri
automobile
avis
banche
bibbia
bioetica
biologia
blog
blogfest 2008
boicottaggio
borsa
bparenti
browser
burocrazia
business
calcio
cassazione
catastrofi naturali
censura
centralismo
centrodestra
centrosinistra
chiesa
cibo
cina
cinema
citta
classifiche
clima
colonialismo
commercio
comuni
comunicazioni
comunita
concorrenza
conflitto
consuelo
consumismo
cosmologia
costume
crm
cronaca
cseverini
cuba
cultura
daniel
danimarca
data
database
definizioni
democrazia
deu
devolution
dialoghi
dibattiti
dio
diritti
diritto
disabili
discriminazione
discussioni
disney
distribuzione
divieti
donne
doriana pannuti
droga
ecologia
economia
editoria
educazione
elezioni
emancipazione
emigrazione
energia
eng
esp
estetica
estremismo
europa
eutanasia
eventi
facebook
falsi abusi
famiglia
fantascienza
fantasy
farmaceutica
federalismo
femminismo
ferrovie
filosofia
finanza
fisco
fisica
flash
fnestola
forze armate
fotografia
fra
freeware
fumetti
galba
garau
gatti
gay e lesbo
genetica
genocidio
geologia
giochi
giochi olimpici
giorgio ceccarelli
giornalismo
giustizia
google
gordiano lupi
governo
guerra
guerriglia
help desk
humor
ibl
immigrazione
impresa
inchieste
industria
informatica
informazione
inglese
innovation
innovazione
internet
intervista
iphone
ipotesi
iran
iraq
islamismo
israele
istituzioni
istruzione
ita
italia
italiano
jole rotello
jpn
lavoro
legge
liberalismo
liberalizzazioni
liberta
libri
linguistica
linux
londra 2012
made in china
masalluzzo
matematica
mcdonalds
me
media
mediazione
medicina
medio oriente
mercato
metodo
metro
microsoft
minori
miti
moda
mondo
morte
morti bianche
msaiu
musica
musical
narrativa
natura
nobel
nucleare
office 2007
ogm
olimpiadi
open source
opinioni
organizzazione
orientalismo
pace
palestina
parita
pdf
pechino 2008
pedofilia
pensieri
petizione
poesie
politica
por
poste
preistoria
prevenzione
privilegi
proposte
prostituzione
protesta
provocazioni
psicologia
pubblica amministrazione
pubblicita
ragazzi
rapimenti
rating
rcereda
recensioni
regno unito
religione
resistenza
ricerca
roma
rpoletti
rus
sanita
satira
scienza
scioperi
scoperte
scuola
second life
sentimenti
separazioni
servizi
sessismo
sesso
sicurezza
simboli
sindacati
six-degrees-of-separation
social networking
societa
software
solidarieta
soluzioni
sostenibilita
sottrazioni internazionali
spazio
spettacolo
splinder
sport
stampa
statistica
stato
storia
strategie
stupefacenti
sturiale
sudan
tagging
tassinari
teatro
tecnologia
telecom
telefonia
televisione
tempo libero
terremoto
terrorismo
tifo
traffico
trasporti
trucchi
trusting
ubuntu
ucrescenti
umorismo
unioni
universita
urbanistica
usa
veterinaria
viaggi
video
vignette
violenza
virus
vita
volontariato
web
web 20
wii
wikipedia
windows 7
windows vista
windows xp
youtube
zho
oggi
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004

 

SEZIONI

Clicca qui sotto per vedere
il mio mediablog.
Aggiungi a Google
Add to Technorati Favorites
Subscribe to Bloglines
Scrivimi via posta elettronica Lasciami un messaggio su Splinder
Aggiungi un collegamento a questo blog sul tuo blog RSS 2.0 feeds
Iscriviti a «L'Indipendente» Atom 0.3 feeds
View Dario de Judicibus's profile on LinkedIn
View Dario de Judicibus's profile on Facebook
View Dario de Judicibus's fan page on Facebook

Clicca qui sotto per vedere
altri antipixel.

Clicca qui per vedere gli antipixel

Translation
Translation to English by Google

Be aware that automatic translation is usually poorer than human one.

Libri
La Lama Nera Le 10 Regole per Vivere Felici con un Gatto
Scacco matto all'assassino Fino alla fine dell'eternità
Le 10 Regole dei Buoni Genitori Le 10 Regole per Viver Sereni
Imparare XML in 6 ore TCP/IP in Pillole
Visitatori

*loading* visite
dal 30 ottobre 2004

Antipixel
L'Indipendente: quello che gli altri non vi dicono

Se lo desideri, puoi mettere l'antipixel de «L'Indipendente» sul tuo blog, prelevando il codice qui sotto:

La Tastiera Estesa Italiana per Windows XP

Valid XHTML Valid CSS

venerdì, 06 novembre 2009

Una banda pericolosa

Riporto dal «Corriere della Sera» la seguente notizia:

«Lo stop alla banda larga blocca il Paese»

Il piano di sviluppo da 800 milioni è stato bloccato

MILANO - «Ancora una volta si dimostra come il Governo non racconti tutta la verità e soprattutto non abbia idee chiare su come far uscire il nostro Paese dalla crisi». Lo afferma il segretario confederale della Cgil, Fabrizio Solari, commentando l'annuncio del blocco di 800 milioni per il piano di sviluppo della banda larga nel nostro Paese sino a data da destinarsi.
...
Le motivazioni di questa scelta, riferisce infatti Solari in una nota, «consisterebbero, secondo quanto riferito dal Governo, nella priorità che lo stesso vuole dare agli interventi sugli ammortizzatori sociali in nome di una presunta centralità dell'occupazione ... tuttavia gli investimenti bloccati dal Governo sono necessari per rilanciare lo sviluppo del Paese e la sua modernizzazione tecnologica».

Ho scelto questo articolo ma avrei potuto sceglierne qualsiasi altro. Tutti riportano la notizia, tutti le critiche al Governo, ma nessuno si pone una domanda fondamentale: «Perché?» Ovverossia, perché un Governo che ha sempre detto di voler puntare sulle imprese, sull'innovazione, sulle nuove tecnologie, fa marcia indietro riguardo ad uno dei fattori chiave della ripresa economica tanto da attirarsi le critiche di tutti, dai sindacati alla Confindustria? Perché, dopo essere scivolati al 38° posto nella classifica mondiale sulla qualità della banda larga del Broadband Quality Index, rischiamo seriamente di sprofondare addirittura in coda alla stessa a causa di una scelta in controtendenza con quella di tutti gli altri Paesi industrializzati ed emergenti?

Ebbene, io me la sono posta questa domanda e mi sono anche dato una risposta. Ovviamente è solo la mia opinione personale e nasce da un'analisi basata sul classico Rasoio di Occam, ovvero vedere cosa rimane dopo aver scartato tutte le ipotesi che non hanno senso. E così mi sono ritrovato con un'unica possibile risposta, ben diversa da quella che ha dato il Governo per giustificare la sua scelta, ovvero «che i fondi sono sempre in pancia al Cipe e quindi non sono stati dirottati altrove ma saranno sbloccati solo una volta usciti dalla crisi, ovvero che adesso ci sono altre priorità economiche e la banda larga può aspettare.» (Gianni Letta).

Qual'è allora questa risposta? Semplice: un Governo che ha fatto della comunicazione il suo cavallo di battaglia e che questa comunicazione controlla in gran parte, sia nel settore pubblico che in quello privato, non può che vedere nel web un pericoloso avversario in quanto rappresenta un canale di informazione e comunicazione alternativa che, al contrario della stampa, può e riesce a rivaleggiare anche con la televisione. E dato che, nonostante i tanti tentativi e le tante proposte per imbrigliarlo e limitarlo, come ad esempio quella dell'On. Pecorella, ci si è resi conto che neanche regimi assoluti come la Cina o l'Iran riescono a tenere del tutto sotto controllo la rete, l'unico modo per ostacolarne la diffusione è quello di rallentarne il più possibile l'accesso a tutta la popolazione italiana.

Chi infatti non ha la possibilità di accedere alla rete o vi accede ancora con una larghezza di banda troppo stretta, difficilmente potrà vedere i tanti video caricati su YouTube, ad esempio, che forniscono una prospettiva diversa da quella fornita dalla maggior parte delle televisioni. Perché la forza della banda larga è il messaggio multimediale che ha la stessa valenza e potenza della televisione, e se gli italiani sono lettori distratti di quotidiani e periodici d'informazione, lo saranno probabilmente anche dei blog, ma non della loro controparte multimediale, ed è lì che si gioca la partita: se il Governo vuole vincerla, infatti, deve solo cercare di evitare di giocarla, e questo lo sa benissimo.

Ho ragione? Ho torto? Lascio a voi giudicare. Probabilmente non dovremo aspettare molto per capire come stiano davvero le cose.

Pubblicato da: dejudicibus alle 23:47

commenti (7) | Vota l'articolo su Wikio AddThis Social Bookmark Button
Rubriche: italia, tecnologia, economia, web , internet, europa, ita , governo

martedì, 07 ottobre 2008

Managed slump

What's happening in Europe? Are we experimenting the same pain of the USA financial markets? I don't think so. The European and the American credit systems are different. There is no reason why European Stock Exchange yesterday suffered their biggest one-day fall in the last 20 years. Unless...

Well, let us suppose that you are a European bank. Your situation is not so bad, even if the worldwide crisis is worrying. You manage funds, you can move significant amounts of money on stock exchange, so you unload shares. The result? Stock exchanges slump, of course. In my opinion, the fall we experienced in Europe yesterday has not to be ascribed to the small savers, frightened by the USA crisis: they cannot move so much money. But banks can, they do.

Why? Because some European government might be pushed to propose a bailout plan similar to the one proposed by President Bush in USA. Even if our banks are not really in trouble, it would be such an attractive opportunity for them. So, was it really the yesterday European Stock Exchange slump the signal of a financial crisis in the Old Continent, or rather a planned action to obtain funds from European Union? I cannot say for sure, but I have my doubts.

Pubblicato da: dejudicibus alle 00:40

commenti | Vota l'articolo su Wikio AddThis Social Bookmark Button
Rubriche: economia, usa , cronaca, europa, finanza, analisi, eng

giovedì, 14 agosto 2008

European Union at the Olympic Games

On November 1st, 2004, I sent a proposal to all Olympic Committees of European Union. The proposal was very simple: to select, before the beginning of the games, no more than three athletes for each competition out of those ones participating for the various countries of European Union. Therefore, those athletes would compete for two flags: the one of their own nation and the European Union's one. Of course, it was ignored.

The purpose of this idea was to draw together all citizens of European Union around a common sense of sporting spirit. Political union is a must by now, but it requires a social and cultural union first. The fact that we speak different languages is an obstacle, so we have to find other elements to really feel a single nation. Sport could be one of those elements. So, now we are in 2008 and I wish to propose again that idea for the Olympic Games of 2012 in London, UK (EU).

In fact, from a sporting perspective, we are used to think that the giants are United States, Russia, and China, but if we consider all the medals won in the last Olympic Games by the countries belonging to European Union, the situation is quite different. Of course, just adding up all medals and comparing the results with those ones corresponding to the three current giants of sport is not a correct approach, since if European Union would be a federation like USA, it should send to the Games much less athletes that those partecipating for each single EU country. In any case, it is interesting to give a look at the resulting table:

  Nation
   
European Union
United States
Russia
China
XXVI 1996 Atlanta USA
ALL
75 68 86 229
44 32 25 101
26 21 16 63
16 22 12 50
XXVII 2000 Sidney Australia
ALL
79 80 79 238
40 24 33 97
32 28 28 88
28 16 16 59
XXVIII 2004 Athene Greece
ALL
80 101 105 286
36 39 27 102
27 27 38 92
32 17 14 63

Updated on August 26th, 2008.

  Nation
   
European Union
United States
Russia
China
XXIX 2008 Beijing China
ALL
85 100 89 274
36 37 36 109
23 21 28 72
51 21 28 100

Pubblicato da: dejudicibus alle 15:14

commenti (1) | Vota l'articolo su Wikio AddThis Social Bookmark Button
Rubriche: politica, sport, europa, proposte, eng , olimpiadi, londra 2012

lunedì, 28 luglio 2008

Dominant culture speaks English

Yesterday I watched two documentaries, one on Discovery Civilization and another one on History Channel. Both channels are included in one of the bouquets of SKY Italia, the main pay-tv we have in Italy, resulting from the merge of Stream and Telepiù televisions. Just consider that in Italy we practically have no cable TV, since we have a good free broadcasting offering, so all pay-tv are based on satellites. By the way, all channels are dubbed, since most Italians do not like to watch movies with original audio and subtitles.

Most of documentaries of SKY channels are quite good, but when they deal with subjects I know, especially if they refer to Italy or Europe in general, I noticed that they often couch the point of view of Anglo-Saxon culture, mostly the American one. Well, most of those documentaries have been produced in USA or UK, so it is not a surprise and not necessarily a fault, but there is a worrying side effect.

National Geographic, Discovery Channel, History Channel, and most of such specialized channels are broadcasted in many different countries and usually dubbed in many different languages. So millions people in the world watch their documentaries. The result is that such a biased point of view is going to become global culture. All the other points of view are mostly ignored, especially from the new generations who have not the knowledge to verify if such an information is true or false, partial or impartial, complete or incomplete.

I do not want to debate here if the information televised through those documentaries is correct or not. Everybody may have his/her own opinion about. Quality is usually high, but culture is often a matter of opinion, and opinions may differ. In any case, it is a fact that most of documentaries made by Italian, French, German, and many other non-English producers are not distributed in English countries, especially USA. So, there is an asymmetrical situation.

This problem exists for movies too. In fact, cinema is another channel to spread concepts and culture in general. Most of non-English movies is not dubbed and a movie with subtitles cannot compete with an English movie. Furthermore, distributing a non-English movie in USA is a challenge. In fact, there is practically a trust that prevents foreign distributors to operate in the USA marketplace. On the other hand, more than 50% of movies distributed in Europe have been produced in USA, and of course, since they are dubbed, they can easily compete with local productions.

So, the result is that the English point of view is becoming more and more the dominant culture. This is true for movies, songs, books, and many other cultural assets. For example, a significant percentage of English writers are translated in other languages, whereas is extremely difficult that a novel author, who does not write in English language, is published in USA. Very few literary agencies take in consideration non-English writers, and only very famous published writers are translated to English.

Same for songs. Most of European radios broadcast American and British music, but very few songs in languages different from English are broadcasted in USA. Usually Spanish ones, because there are large Spanish communities in USA, but it is extremely rare that you can hear French, Italian, or German songs in USA or UK. Nowadays, more and more Italian singers are singing in English to be able to be distributed on the rich American marketplace.

This situation is affecting the web too. Most of the English blogsphere totally ignores the non-English ones. The opposite is not the same, since many non-English bloggers can read and comment English articles. In the Italian, French, German Wikipedia there are many articles about minor American personalities too, whereas unless a non-USA personality is very famous, it is very difficult he/she is mentioned in the English Wikipedia.

Several web 2.0 cultural related sites simply ignore everything that is not in English language. You cannot add Italian books to Shelfari, for example, and you cannot search images on Google by specifying in which language you are providing your search criteria. Google is not bad: it tries to identify the language according to your setting or the place where you are, but in Europe we are used to switch from a a language to another, so it should be possible to explicitly specify the language.

A similar problem exists in Microsoft Office: language is coupled to the keyboard. This is absolutely crazy. First of all because it make no sense to change the keyboard layout just to write in another language, even because in any case the physical layout of your keyboard cannot change, of course. Second, because it may happen in Europe that a Spanish individual working in Italy, would write in French by using an Italian keyboard and the English version of Word. A lot of European people knows two or more languages, but of course they have a single keyboard layout.

So, English is becoming the dominant culture, and all the other points of view are becoming extinct. Someone said that the history is written by the winners. If that is true, English language is going to be the winner, but... the winner of what? If there is a winner, there is a battle. Are we in war? Are we fighting a cultural war? No, we are not. We are loosing because we are not fighting. Trying to preserve non-English culture, spreading non-English point of view in USA or UK is not only a must for every non-English culture, but a value for English-speaking people too. Cultural diversity is a richness for Humanity, as well as biodiversity is a richness for Nature.

So, spread the word. Not only the English one, but all the words by all languages from Europe, Asia, Africa, Americas, and Oceania. And let us begin from the web!

Pubblicato da: dejudicibus alle 13:55

commenti (6) | Vota l'articolo su Wikio AddThis Social Bookmark Button
Rubriche: cultura, america, cinema, web , blog, televisione, europa, eng , informazione, regno unito, dibattiti

venerdì, 30 maggio 2008

Fatti: l'energia nucleare in Europa

In Europa ci sono attualmente 197 centrali nucleari che producono circa il 35% dell'energia elettrica complessiva utilizzata, ovvero quasi 170 gigawatt. Altre 13 sono in costruzione con un apporto previsto di circa 12 gigawatt. In Francia quasi l'80% dell'energia elettrica è prodotta da centrali nucleari; segue la Lituania con il 70%, il Belgio e la Slovacchia con il 56%, la Svezia con il 46%.



Mappa delle centrali nucleari in Europa (ogni simbolo può corrispondere a più di un reattore).
In verde i Paesi senza alcuna centrale in produzione. In rosa quelli con almeno una centrale in produzione.

Pubblicato da: dejudicibus alle 15:54

commenti (13) | Vota l'articolo su Wikio AddThis Social Bookmark Button
Rubriche: tecnologia, europa, energia, ita , nucleare, inchieste

lunedì, 13 febbraio 2006

OGM per la vita

Durante il mese di febbraio l'Agenzia Europea di Valutazione dei Farmaci (EMEA) dovrà valutare se dare il via libera a una proteina anticoagulante, denominata antitrombina umana, in grado di curare una forma ereditaria di trombosi che provoca l'occlusione di una vena profonda.

Detto così non sembra una notizia alla quale dare più rilievo di altre, dato che ogni anno di nuovi farmaci se ne sviluppano e immettono sul mercato parecchi. Il fatto, tuttavia, è che questo sarebbe il primo farmaco a essere autorizzato in Europa prodotto da un animale transgenico.

L'ATryn, così si chiama il farmaco, è infatti prodotto dalla GTC Biotherapeutics utilizzando il latte secreto da una capra geneticamente modificata. Ci sono voluti 15 anni per sviluppare la tecnologia più adatta ed economicamente conveniente e superare tutta una serie di ostacoli burocratici. La richiesta di approvazione in Europa nasce dal fatto che l'Unione Europea ha definito una serie di linee guida molto precise e dettagliate che determinano i requisiti necessari per ottenere l'approvazione di animali transgenici, mentre al contrario gli Stati Uniti tali linee guida non ce l'hanno. Così, quasi per assurdo, è più facile per un'azienda che produce OGM trovare finanziatori per tentare di passare i rigorosi controlli europei, piuttosto che ottenere l'approvazione negli Stati Uniti, dove la Food and Drug Administration non ha mai chiarito quali siano i protocolli clinici per l'approvazione di un farmaco transgenico.

Sebbene infatti la produzione di farmaci da animali transgenici possa abbattere significativamente i costi di produzione di determinate molecole, oltre che produrre molecole non ottenibili altrimenti, i costi della ricerca e soprattutto quelli iniziali per gli impianti di produzione si attestano su ordini di grandezza di svariate centinaia di milioni di euro.

Sugli OGM, anche quelli ammessi in linea di principio dall'Unione Europea, come appunto quelli per la produzione di farmaci, c'è ancora in atto un furioso dibattito. A tal proposito segnalo due articoli, uno PRO e uno CONTRO.

Personalmente ritengo che la produzione di farmaci tramite OGM sia una tecnologia importante, da sviluppare e sostenere, purché venga sottoposta agli stessi rigorosi protocolli di approvazione ai quali vanno sottoposti tutti i farmaci. L'eventuale presenza di effetti collaterali, purché inerenti alla molecola e non al processo di produzione, non dovrebbero rappresentare un elemento deterrente, dato che è risaputo che tutti i farmaci presentano effetti collaterali. Ognuno di noi reagisce in modo diverso a qualsiasi sostanza, che sia naturale, sintetica o transgenica. Basti pensare alle allergie e alle intolleranze alimentari.

Credo sia importante liberarsi della sindrome da OGM per affrontare l'argomento in modo serio, con il giusto livello di attenzione, ma anche evitando determinati miti come quello che vuole a priori gli organismi geneticamente modificati in laboratorio totalmente differenti da quelli geneticamente modificati attraverso incroci e selezione. La posta in gioco è troppo alta per permetterci il lusso di portare avanti questo dibattito con toni da tifo calcistico tra chi è a favore o contro per ragioni fideistiche piuttosto che per reale conoscenza dei fatti.

Pubblicato da: dejudicibus alle 10:36

commenti (2) | Vota l'articolo su Wikio AddThis Social Bookmark Button
Rubriche: ambiente, societa, cronaca, europa, medicina, ita , sanita, genetica, ogm , industria, farmaceutica


Licenza Creative Commons
Questa opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons.

Nel rispetto delle apposite norme di legge si dichiara che questo sito non ha alcun scopo di lucro, non ha una periodicità prestabilita e non viene aggiornato secondo alcuna scadenza prefissata. Pertanto non può essere considerato un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.