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Tutto quello che gli altri non vi dicono

Direttore responsabile: Dr. Dario de Judicibus - ISSN 1824-8950


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domenica, 15 gennaio 2006

Danni collaterali

Stavo leggendo una notizia riportata su «La Torre di Babele», il blog di Pino Scaccia, in relazione a un attacco compiuto dagli americani su un villaggio nel Pakistan settentrionale che ha causato la morte di almeno diciotto pachistani fra cui donne e bambini.

Come capita spesso con questo genere di notizie, si è sviluppata subito una discussione fra chi ritiene che questi attacchi siano necessari per colpire i terroristi e chi li ritiene assolutamente inaccettabili in quanto provocano pesanti perdite di vite umane fra civili innocenti.

Tipicamente, in queste discussioni, ognuno ritiene le posizioni dell'altro assolutamente inconcepibili, ovvero, è uno di quei temi sui quali le parti hanno una visione completamente opposta del problema e dove la contrapposizione è forte, rispetto ad altri temi dove è più facile trovare una maggiore varietà di posizioni.

Pubblicato da: dejudicibus alle 14:23

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Rubriche: terrorismo, storia, cronaca, guerra, ita , forze armate

lunedì, 08 agosto 2005

Moralismo all'italiana

Sulla questione relativa al dibattito se le nostre truppe in Iraq siano o meno di occupazione, riporto qui di seguito un interessante commento di francescoPF tratto dal forum Il Futuro dell'Ulivo pubblicato nel sito dell'Ulivo:

...una cosa è il gioco di luce ed ombre ed altro è la verità sostanziale (giuridica e politica). Sostenere che siano truppe d'occupazione è di fatto uno schiaffo a Ciampi, che quella missione ha firmato ed autorizzato. Una cosa che Prodi NON può fare. Sarebbe accusare implicitamente Ciampi di tradimento della Costituzione, per via dell'art 11.

In ogni caso per me una cosa è il quadro giuridico e politico dell'intervento all'indomani della fine delle ostilità belliche, ben altro è il quadro odierno, con un legittimo governo che ci chiede di restare ed una risoluzione ONU che invita i paesi a contribuire alla ricostruzione, anche colla presenza militare. Ammesso e non concesso che siamo stati truppe di occupazione, ora non lo siamo sicuramente, perché dopo il governo del 30 giugno ci sono state elezioni ed un nuovo governo...

Al di là dello specifico, desidero prender spunto dalle parole di Francesco per sottolineare un aspetto della nostra politica. In genere i politici italiani, sia del centrodestra che del centrosinistra, hanno la brutta abitudine di fare i moralisti, ovvero di rivestire i loro attacchi alla controparte di una sorta di moralismo, ergendosi così a giudici e censori della presunta mancanza di eticità dei loro avversari. In fondo è il gioco dei buoni e dei cattivi, dei cappelli bianchi e dei cappelli neri.

Questa attenzione all'etica, tuttavia, scompare quando per opportunismo fa comodo arrivare a un qualche compromesso. In pratica, quando torna utile, tutto è permesso, realizzando così in pieno quella visione che vede la politica come l'arte del possibile. Ne abbiamo avuto un esempio qualche tempo fa con la questione delle firme false per la lista della Mussolini. Provate voi a falsificare una firma in un atto pubblico e vediamo se ve la danno buona lo stesso...

D'altro canto non è un caso se all'estero, questo genere di soluzioni, vengono dette all'italiana.

Pubblicato da: dejudicibus alle 17:13

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Rubriche: politica, pace, guerra, ita , forze armate

martedì, 12 luglio 2005

Elogio all'Arma

Nella vita di un cittadino capita spesso di avere a che fare con l'apparato statale. Nella maggior parte dei casi si tratta in genere di pratiche burocratiche, di fisco, di anagrafe, di sanità o assistenza sociale. A volte, purtroppo — per fortuna più raramente per i più — di giustizia.

Affermare che in Italia la giustizia non funzioni può sembrare da una parte scontato, dall'altra qualunquista, ma chiunque abbia avuto a che fare con tribunali, procure, magistrati, giudici penali, civili e di pace, ha avuto purtroppo modo di vedere quanto schizofrenico sia l'apparato giudiziario nel nostro Paese.

Si va dal garantismo estremo, che spesso rimette in libertà individui pericolosi per la società, a situazioni di vera e propria persecuzione giudiziaria di innocenti e onesti cittadini. I casi non si contano, purtroppo, e i media riportano solo quelli più eclatanti, con una soglia che ogni anno si innalza sempre di più, tanto che ormai a certe situazioni ci si è così assuefatti che non fanno neppure notizia. Semmai la notizia la può fare il singolo imputato, se famoso, ma se si è un cittadino qualunque si può persino finire in galera per una settimana per una semplice omonimia senza che nessuno oramai se ne curi più.

Pubblicato da: dejudicibus alle 18:54

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Rubriche: politica, societa, giustizia, sicurezza, ita , forze armate

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